Ghini a FN: “La Fiorentina alla pari della Roma, che dipende ancora da Totti. Borja Valero ve lo porterei via subito…”

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In vista della prossima gara di campionato tra Fiorentina e Roma Fiorentinanews.com ha voluto intervistare Massimo Ghini, attore e tifoso giallorosso ma legatissimo a Firenze e alla Toscana per motivi familiari e professionali, e il quale si è espresso su varie tematiche legate alla partita in questione e sulla situazione delle due squadre:

Che partita si aspetta domenica sera tra Fiorentina e Roma?

“Sarà una partita dai tanti punti interrogativi. Ritengo che entrambe le squadre al momento non siano definite almeno a livello di gioco, nel senso che entrambe arrivano da un campionato giocato con una certa discontinuità. Sarà comunque una gara significativa, ma c’è ancora tanto da scoprire. In altri momenti avrei azzardato un risultato, ma adesso non saprei perché mi auguro sia questo incontro dove verranno scoperte le carte in tavola. Fiorentina e Roma al momento mi sembrano della stessa condizione e si equivalgono, nessuna sembra poter prevalere sull’altra; la Roma non può essere soltanto un campione riconosciuto da tutti come Totti, perché non possiamo sempre aspettare il campione di 40 anni che entra e ci salva la partita, vuol dire essere messi maluccio. Domenica forse sarò allo stadio tra l’altro”.

Quest’estate c’è stato un certo tormentone che legava viola e giallorossi per quanto riguarda Borja Valero…

“Sono onesto, a tutti i miei amici fiorentini ho sempre detto: “Quello là ve lo porterei via subito!”. Borja Valero è un giocatore che mi è sempre piaciuto, ed è l’elemento che manca ora a noi. Se abbiamo vinto domenica contro la Sampdoria è perché Totti, in un modo o nell’altro, si è messo a giocare alla Borja Valero, ovvero a fare il regista in attacco che non abbiamo. Io ho pregato fino all’ultimo che arrivasse perché poteva essere fondamentale per noi come immagino lo è per tutti i tifosi viola; è un giocatore d’esperienza, intelligente e corretto in campo, e che dà sicurezza alla squadra. Mi dispiace molto di non essere riuscito a portarvelo via, ma questo è il gioco del calcio”.

Sousa e Spalletti: tecnici simili… o diversi?

“Da un certo punto di vista Sousa e Spalletti sono simili. Sono allenatori determinati, e hanno la capacita di “essere con i giocatori”, senza sentirsi imperatori e avere quindi on loro un rapporto di sopraffazione psicologica. Loro due stessi sono il “dodicesimo giocatore”. Quando parlano sanno cosa dire; Spalletti è un “certaldese” che dice sempre qualcosa di più ma con lucidità, e quest’ultimo dettaglio vale anche per Sousa. Sono attenti e sinceri, soprattutto quando entrambi dichiarano che se avessero un paio di giocatori in più sarebbe meglio! (ride, ndr)”.

Sia la Fiorentina e la Roma sono alle prese con i rispettivi comuni per la progettazione del nuovo stadio. Quale è il suo parere al riguardo?

“Io conosco Andrea Della Valle, siamo amici da tanti anni. Lui e Pallotta sono due imprenditori, che oltre a condurre il loro lavoro si occupano anche di calcio; è finito quel tempo, purtroppo o forse no, nel quale ero ragazzino e c’era il presidente padre padrone della squadra, perché adesso i costi del calcio sono diventati quello che sono diventati e per mantenersi all’altezza bisogna fare degli sforzi davvero pazzeschi. Dopotutto gli imprenditori come loro devono avere scelta di muoversi nell’ambito di quello che più pare a loro indicato, ma avere lo stadio di proprietà, e la Juventus come altre nel resto dell’Europa insegnano, significa avere una gestione più diretta della squadra e del suo business, gestire tutto in totalmente altro modo e sopperire a quelle che sono le mancanze economiche per le quali in alternativa devono provvedere in prima persona. Ripeto, Torino insegna, e penso che sia la Roma che la Fiorentina in questo senso accusino un po’ di sudditanza del nord: bisognerebbe muoversi una volta per tutte, venirsi incontro con intelligenza, senza stare ad aspettare la manna dal cielo in fatto di soldi. Il business nel calcio adesso è il motore principale di quello che ruota intorno al pallone. Noi continueremo andare allo stadio, con il caldo o con il freddo, a mangiarsi il fegato, ma con l’incasso delle società che ci fanno? Il passo in avanti deve essere fatto da tutti, per avere così un guadagno che ti permette di competere con le altre grandi europee. Sarebbe ora di uscire dal Medioevo anche in questa direzione”.

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3 commenti

  1. spfl@optonline.net

    Cisko 73 ma vaia vaia. Sei un montato come il tuo pseudo allenatore. Pensi di sapere tutto e sei solo un montato. Piu umilta’ ci vuole ma forse tu e il tuo pseudo allenatore non conoscete il significato di questa parola o che esista ‘umilta’
    VIA Ciscko 73 e Via Sousa al piu presto possibile.

  2. Sai Drillo, c’è gente che nel calcio ci lavora o ci ha lavorato (De Boer, Orrico, etc.) che non capisce un beato c**** di niente.
    Figurati quindi un attore!!!!
    Io non ho bisogno del parere degli altri per avere una idea o una convinzione su qualcuno o qualcosa.
    Io sono convinto di ciò che dico e scrivo riguardo Valero.
    Così come ero convinto all’epoca quando parlavo di Gomez.

  3. Maremma speriamo non ti legga cisko e dintorni su borja…..ihihih

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