Guerini a FN: “Quella Fiorentina sopravvalutata che non mi fece dormire per due settimane. Mihajlovic splendido ma non era l’uomo giusto per Firenze”

Tre anni da calciatore, quattro da allenatore e altri cinque da club manager per Vincenzo Guerini, che a Firenze ha vissuto la complicatissima stagione 2011/12, prima dell’epopea Montella e del calcio champagne dell’aeroplanino. Il suo avvio non fu però dei più semplici, come detto, visto che la Fiorentina targata Mihajlovic prima, e Delio Rossi poi, andò molto vicina alla retrocessione. Fu proprio Guerini a condurla alla salvezza con quattro punti nelle ultime due giornate, tra Lecce e Cagliari. Con lui Fiorentinanews.com ha voluto ripercorrere qualche tappa di quell’esperienza, visto che il prossimo avversario si chiama proprio Sinisa Mihajlovic, tecnico del Torino.

Che Fiorentina era quella di Mihajlovic, che proprio lei portò alla salvezza ad una giornata dalla fine?

“Col senno di poi, dico che quella Fiorentina, considerando quello che ha fatto poi dopo, era nettamente più scarsa, a livello di organico. Poteva fare qualcosa in più, non doveva arrivare alla disperazione delle ultime due partite, che non mi fecero dormire per una settimana tra l’altro. Ma non era una squadra all’altezza, Jovetic ebbe un sacco di problemi fisici, Ljajic non era ancora maturato. Secondo me fu una squadra sopravvalutata, era da metà classifica. Certamente quando la vivi non puoi dire queste cose altrimenti rischi di demoralizzare l’ambiente. Quella squadra non poteva avere futuro, tanto è vero che poi ci fu una sorta di rivoluzione nell’estate 2012”.

E’ cambiata la Fiorentina ma quanto è maturato Mihajlovic?

“Sinisa è uno che ha sempre voluto aggiornarsi, studiare, uno che non si accontenta mai. E’ maturato eccome. Poi magari, pur essendo un ottimo tecnico, non era l’allenatore giusto per la Fiorentina, non aveva forse il carattere giusto per Firenze. Il tifo fiorentino rispecchia lo stile della città, l’arte, la bellezza, l’estetica, sono valori che contano molto, aldilà ovviamente della vittoria”.

Che rapporto c’era tra lei e Sinisa?

“Fu un grande rapporto, ottimo, con lui come con Delio Rossi. Io ho cercato per quel potevo fare di dare una mano. Pregavo affinché le cose non peggiorassero visto l’andamento della stagione. Sinisa si comportò a livello umano in modo splendido verso di me e verso lo staff”.

E’ rimasta voglia di vendetta verso la Fiorentina da parte di MIhajlovic?

“Può esserci voglia di vendetta sportiva, c’è sempre questa forma di pathos sportivo per chi fa questo sport, però lui si è lasciato molto bene con la società viola. So che è in ottimi rapporti con Andrea Della Valle; ricordo che quando andò via, anche se non lo diceva, essendo un orgoglioso, ma era giunto un po’ al limite della sopportazione a livello di stress. Sono molto felice che si sia riscattato alla Samp ed al Torino. E forse è proprio il Toro la squadra, e la società, più adatta a lui, anche in base alla storia”.

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1 Commento

  1. Quel serbo dovrebbe allenare fuori dai confini italiani…

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