I GIOCATORI – Il calo preoccupante delle prime linee, ma qualche segnale positivo c’è…

Kalinic e Ilicic si riscaldano. Foto: LF/Fiorentinanews.com

La Fiorentina, come purtroppo è noto, non ottiene più una vittoria da ormai da più di un mese, ovvero dal 21 febbraio quando i viola ottennero i tre punti in casa dell’Atalanta vincendo per 3-2. Da allora in poi, ma sarebbe più giusto dire da metà gennaio in poi, c’è stato un significativo calo di rendimento di alcuni singoli in campo e ne hanno risentito in primo luogo la classifica dei gigliati e la spettacolarità del gioco proposto.

Analizzando nel dettaglio questa inflessione si nota che, considerando anche la gara giocata all’Atleti Azzurri d’Italia contro gli orobici e quella di Europa League al White Hart Lane sono ben 11 le reti incassate dall’ultima settimana di febbraio fino ad oggi dalla truppa di Sousa. La retroguardia viola ha infatti compiuto alti e bassi se si pensa al contempo alla quasi perfetta gara contro il Napoli e alle “imbarcate” rimediate contro gli Spurs e la Roma. Tatarusanu in quelle occasioni non è stato reattivissimo come contro i partenopei, mentre Roncaglia e Tomovic hanno commesso errori piuttosto elementari. Gonzalo e Astori, uomini di grande esperienza, sono tra i più giustificabili per alcune sbavature commesse dal fatto che non hanno ricambi adatti, ed è quindi logico che la loro attenzione possa non essere a volte totale. Resta comunque il centrocampo il settore dove si registra una certa crisi di rendimento, a cominciare dalle corsie: Alonso dopo gli acciacchi accusati negli ultimi mesi non sembra ancora al top della condizione, come anche il suo sostituto Pasqual autore di gare ultimamente non certo memorabili quando chiamato in causa. Sulla destra Bernardeschi dalla partita contro l’Atalanta in poi non ha più mostrato di essere quel gioiello di cui si parla in tutta Europa, ma la buona parte di gara disputata con la Nazionale fa ben presagire; stesso discorso vale per Blaszczykowski, il quale è tornato al gol con la sua Polonia, nonostante Sousa non l’abbia mai schierato ultimamente con la Fiorentina per via della sua non ottimale forma fisica. Al centro della linea mediana la situazione di Badelj è simile a quella di Alonso, poiché il suo apporto alla manovra non è più lo stesso della prima parte di stagione da dopo l’infortunio subito a gennaio che lo ha tenuto fermo per alcune settimane. Vecino, stop forzato a parte, sta invece ritrovando piano piano i tempi di gioco visti in autunno, mentre Mati Fernandez ha offerto fino ad adesso prove piuttosto altalenanti sul piano della qualità. Su Tino Costa ben poco da dire dato che non si è mostrato mai decisivo fino ad adesso. Passando ora alla fase offensiva i due cali più netti sono senza dubbio quelli di Ilicic e Kalinic, seppur siano due situazioni ben diverse. Il primo è apparso nelle ultime uscite piuttosto appannato sul piano tecnico e tattico, offrendo performance incolori e vuote di spunti rispetto a come eravamo abituati fino a metà febbraio; il secondo è sicuramente da premiare per la costanza nel lottare su ogni pallone, peccato che la freddezza e la lucidità negli ultimi metri non è più quella vista fino a prima della sosta natalizia. Chi ha risentito meno di questo calo generale è Borja Valero, il quale, nonostante gli acciacchi alla caviglia, ha sempre provato a dare del suo meglio spendendo tante energie sul terreno di gioco, seppur qualcuno afferma che l’errore sottoporta contro il Frosinone sia un palese indizio di stanchezza. Da premiare invece senza dubbio la freschezza dei due scalpitanti innesti di gennaio, Zarate e Tello: a dire il vero basterebbe trasmettere un po’ della loro determinazione ad uno spento Babacar per risvegliare in quest’ultimo l’istinto del bomber di cui la Fiorentina necessita da qui fino al termine della stagione.

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