I SENTIMENTI NON VANNO IN BILANCIO

Un primo piano di Gonzalo. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Riconoscenza. Sostantivo femminile. Sentimento di gratitudine nei confronti di chi ci ha fatto del bene. Questa è la definizione del dizionario. Probabile, però, che alla Fiorentina non ne siano molto provvisti. Stiamo parlando del recente caso di Gonzalo Rodriguez. Una situazione che è un déjà vu in casa viola, soprattutto durante la pluridecennale era Della Valle. La cronaca dice questo: José Raul Iglesias, agente del difensore, si incontra con Pantaleo Corvino. Le parti discutono. Il procuratore chiede il semplice rinnovo del contratto, in scadenza a giugno, per un altro anno. Alle stesse cifre. Senza nessuna opzione per il secondo. La società, però, risponde picche. Gonzalo ha trentatré anni. Le sue pretese sono eccessive. Fumata nera. Anzi nerissima. Divorzio a fine stagione per il capitano, dunque? Ancora niente è deciso, ma il rischio è concreto e andrebbe a confermare la recidività del club gigliato nella gestione dei propri giocatori più rappresentativi. Perché questo è Gonzalo. Un giocatore importante, di caratura internazionale. Un uomo attaccato alla maglia che, in più di quattro anni, ha dimostrato classe, carisma, professionalità ed un rendimento costante, se non si considera il recente appannamento. Ma andiamo con l’amarcord.

Il primo esempio, in questo senso, risale al 2004/2005. Angelo Di Livio, leader della squadra, è sceso dai Mondiali fino alla C2 per restare in maglia viola. La prima stagione in quarta serie è minata da un infortunio. La seconda in B è invece esaltante. Soldatino si guadagna così la chance di giocare ancora in Serie A all’età di 39 anni. Le presenze sono poche – soltanto 12 – ma l’apporto nello spogliatoio è comunque fondamentale. Di Livio, in scadenza di contratto, vorrebbe così giocare un’ultima stagione. Ma niente da fare. La Fiorentina dice no, come la Maionchi ad X Factor. L’esterno è costretto ad attaccare gli scarpini al chiodo. Altro giro, altra corsa. Stavolta tocca ad uno degli artefici del risorgimento viola: Christian Riganò. Prima spedito ad Empoli, non trovando spazio in rosa, e poi lasciato a titolo gratuito al Messina, il bomber non fa polemiche e saluta Firenze dopo 62 reti in 100 presenze ufficiali. L’anno dopo, in Sicilia, sfiorerà i venti gol. E siamo ai tempi più recenti, con Luca Toni e Manuel Pasqual. Il primo, dopo una buona annata, chiede un altro anno da giocatore. Nisba. O allenatore dei pulcini o niente. Toni va all’Hellas e vincerà la classifica cannonieri. Al secondo non bastano invece undici anni di Fiorentina. Via la fascia e spazio a… Maxi Olivera. Non si poteva, per una volta, seguire le ragioni del cuore? Alla prossima puntata.

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24 commenti

  1. Cmq ca quando nel calcio esiste la PASSIONE ? DEL PIERO è stato SGOGANATO DALLA JUVENTUS dopo la carriera fatta a TORINO. Noi ad oggi dobbiamo cnetellinare i pochi soldi a disposizione e non mi sembra che il rendimento del giocatore è stato elevato di recente sta combinando parecchie GAF… mi sembra in calo fisico. Mi fido di CORVINO e sono sicuro che saprà scegliere la souzione migliore per la FIORENTINA, CACERES si è svincolato anche alla JUVENTUS.

  2. Giocatore che non è mai stato veloce e adesso a 33 anni è quasi fermo per la serie A…sopperisce a questo con senso della posizione e con interventi spesso in scivolata ..bravo di testa..grintoso e carismatico e un paio di anni nella VIOLA gliele farei fare..senza di lui sicuramente la difesa peggiorerebbe molto

  3. Famiglia della valle spero che qualcosa vi cancelli dalla faccia della terra

  4. Sai quando questa proprietà fa appello alla gratitudine ? Quando ha da rinnovare il contratto ad un giocatore che ha mercato e che rivenderà l’anno successivo per una corposa paccata di denaro.
    È la doppia morale dei DV. Ormai si conoscono.

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