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I TIFOSI NON TOLLERANO PIU’ IL FARE ANTICALCISTICO DELLA PROPRIETA’. REAZIONE DI DELLA VALLE SBAGLIATA. HAGI E DRAGOWSKI DA SEGUIRE E SU SOUSA…

La Fiorentina non centra la qualificazione in Europa e chiude all’ottavo posto un’annata deludente. Di cosa non ha funzionato e dell’attualità della squadra viola, Fiorentinanews.com ha parlato con l’intermediario di mercato Bernardo Brovarone.

E’ finita una stagione tormentata per la Fiorentina, vissuta in un clima difficile. Cosa non ha funzionato?

Le prime sensazioni che si percepivano la scorsa estate erano quelle di un ambiente triste, diverso da quello degli anni precedenti. Benché ci abbiano raccontando di un ripristino dopo incontro Corvino-Sousa, non si è ricreato un ambiente positivo. La situazione è stata quasi imbarazzante. Si è badato più agli aspetti economici che a quelli sportivi. L’obiettivo è stato recuperare “equilibrio di bilancio”, l’aspetto sportivo è stato tenuto congelato un anno. Se la Fiorentina avesse voluto fare subito bene, avrebbe agito diversamente. Dei giocatori moltissimi se ne volevano andare. A molti è stato impedito, per altri le circostanze hanno cambiato le cose; penso a Borja che doveva andare alla Roma, a Kalinic in Cina a Gennaio. Un accavallarsi di incertezze, demotivazioni, di isterismi, di contraddittori. In questo circo le vere vittime sono stati i tifosi, non è populismo ma la realtà. Tanti fattori hanno inciso sulla squadra, sulla discontinuità di rendimento. Non voglio dare troppe attenuanti, ma le basi poste ad inizio stagione facevano presagire ciò. Un anno deprimente, di passaggio, che per una società così gloriosa non è concesso e fa perdere terreno. Spero che questo vuoto sia servito per riflettere.

Come giudica i due anni di Sousa sulla panchina della Fiorentina?

Sousa ha dimostrato che le novità e i percorsi affrontati con il massimo delle motivazioni e della credibilità ti possono portare sopra tutti, superando i limiti. Lui ha incantato, ha fatto divertire e lo spogliatoio gli è andato dietro: questi ragazzi hanno espresso energia meravigliosa. Siamo arrivati al primo posto, siamo stati in vetta. Io non ci credevo che a Gennaio ci potesse essere una situazione tale da arrivare davvero in fondo. Se non ci fosse stato un freno a questa euforia, se ci fosse stata la possibilità di inserire dei tasselli, la Fiorentina sarebbe arrivata tra le prime 3. Stava bene fisicamente ed era molto unita. Sousa ha vissuto il calcio vero da giocatore e conosce i meccanismi. Immagino che lui sia rimasto esterrefatto dal comportamento della società. Ha parlato poi di pausa psicologica. E’ assurdo, in un momento di pura follia emotiva della squadra, in cui tutto funziona. Chiunque si metta nei panni di quest’uomo, capirebbe come si è sentito. Oltre le dimissioni, non so cosa altro ci potesse essere, a tutela della propria figura di allenatore giovane e rampante. Il motivo economico ha fatto perdere dei punti a quest’uomo. E’ iniziata questa orrenda pellicola, un film di fantascienza in cui si è scontrato con la società, bizze continue che hanno sgretolato tutto quello che era stato costruito. Si è deciso di mantenere un contratto in essere, perché non ci sono state le condizioni per ricostruire la squadra. Sousa in quel momento non aveva soluzioni alternative accattivanti e ha pensato che si potesse provare a ripartire. Sapeva dove colpire meglio la società, nel portafoglio e nell’anima. Così però ha ferito tutto il mondo Fiorentina. Ha avuto un comportamento inaccettabile, a scapito della gente, spesso presentando formazioni in campo ingiustificabili, senza una logica, impiegando mezza squadra fuori ruolo. Ha penalizzato una squadra. Ha spesso avuto atteggiamento boriosi, antipatici, perché non poteva nemmeno spiegare certe scelte. E’ andato avanti a forza di battute, di sfide con la stampa. L’ambiente è stato intossicato in campo e fuori.

Le parole di Andrea e Diego Della Valle hanno acceso la scorsa settimana. Quale impressione ha avuto a riguardo?

Qui a Firenze non c’è un problema di disinnamoramento. Gran parte dei tifosi non tollera più questa sopravvivenza illogica e snervante. Questo modo di fare anticalcistico. Si percepisce mancanza di spinta verso gli obiettivi. Si è perso il filo conduttore. Le parole di Andrea sono l’ennesima reazione infantile e sbagliata di una persona che vive il calcio a modo suo, sicuramente in maniera sana. Ma il proprietario non può viverlo come un tifoso. Deve sapere che ci saranno situazioni di difficoltà, contro natura. Deve accettare quello che il calcio propone. Molte situazioni lo avranno infastidito e deluso. La reazione popolare di chi la Fiorentina la ama, popolare e maleducata, deve essere concessa. Giusto manifestare la delusione, ma le sue parole sono state quasi dei poveri ricatti alla tifoseria. E’ molto più utile e logico creare presupposti di confronto autentico, testa a testa. Puoi raccontare tutto in questo frangente. E invece ha parlato a distanza a Benevento. in un momento in cui sapeva che non sarebbe tornare a Firenze. Si è lasciato andare nei toni e nei contenuti, ed è andato molto molto lungo. La sua amarezza deve raccontarla in maniera migliore e diversa. La gente non merita quelle parole. Stagioni come queste fanno male a tutti ma bisogna sapere vivere queste situazioni. Siamo tutti sulla stessa barca. Ci voltiamo verso il padrone nei momenti di difficoltà. Ascoltiamo però il vuoto, perché comunicano in questo modo. Non fanno avvicinare nessuno, con una leggerezza inadeguata. La squadra di calcio a Firenze è un blocco di tutti e per tutti. Se non entri dentro al tessuto di Firenze, non la capisci. Loro non l’hanno mai compresa. Hanno perso anche la riconoscenza del buono fatto, e si sono resi insopportabili perché non hanno voluto essere persone semplici e creare un sentimento generale tutti insieme da voler condividere. Lo snob a Firenze fa poca strada. Lo stato di abbandono e l’approssimatezza di questa gestione si è percepita tante volte. La Fiorentina è assente quando c’è da essere presenti nel meccanismo calcio. Aspetto che rende esclusi i Della Valle, e che spesso ha fatto loro tanti nemici. Diego Della Valle: ho sentito la voce di un uomo irriconoscibile, fiacco, affaticato, sofferente. Un tono di voce con diverse marce in meno. E’ andato a scontrarsi contro ogni genere di potere. Se lo avesse fatto anche per la Fiorentina, si sarebbe ritrovato i tifosi ai suoi piedi. Nessuno vuole centinaia di milioni di euro. La gente vuole arrivare al campo sapendo di avere proprietari che lavorano per la squadra. Da anni si parla solo di aspetti economici e si vedono calciatori che definirli tali è difficile.

Col Pescara si sono visti in campo Hagi e Dragowski. Quali prospettive e futuro per i due ragazzi?

Hagi è un ragazzino leggerino ma è un gioiellino. Ha talento, e grande voglia di diventare giocatore. Deve essere guidato in modo premuroso ed intelligente. E’ necessario trovargli una collocazione mantenendo la proprietà del giocatore. Valorizzarlo a braccetto con la Fiorentina. Deve andare a esprimere il suo talento e capire a che livelli si può misurare. Vedo in lui basi serie per fare questo mestiere. Gli serve un collettivo in cui può essere protagonista e lasciare un segnale importante, e i viola possano seguirlo e controllarlo costantemente. Dragowski mi sa che abbia una personalità particolare. E’ veramente un ragazzo che anche dalle parole e dalle interviste ha un carattere forte. Con la Primavera ne ha fatti di errori in campo. Deve avere spazio e tempo per potersi formare e capire tante cose a livello personale e professionale. Tecnicamente può essere interessante. Fare il dodicesimo a Firenze per lui non è di alcuna utilità. Si affermerà, crescerà e poi ne faremo una valutazione.

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41 commenti

  1. Complimenti per l’articolo che coglie perfettamente diversi aspetti fondamentali che hanno portato a questa situazione. Un po’ di autocritica costruttiva dovrebbe essere normale e dimostrazione di maturità da parte dei della valle che dovrebbero leggere quest’articolo invece di nascondersi dietro un dito.

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