Iachini: “Sogno di tornare a Firenze e ci avevo fatto la bocca”

Giuseppe Iachini, ex mediano viola, a Viola Week, commenta del suo vociferato ritorno alla Fiorentina: “Due estati fa qualche voce c’è stata. Ma niente di più. Un po’ ci ho sperato, ma poi le cose sono andare diversamente quello di tornare a Firenze rimane un sogno. Adesso c’è un grande allenatore come Sousa. Io sono uno che sogna, sempre, e per me Firenze rimane una delle pagine più belle e più gratificanti della mia vita sportiva. Auguro ogni fortuna ai tifosi e ai Della Valle. Quest’anno vedo una buona Fiorentina, che rispetto allo scorso anno sta facendo un po’ più di fatica a segnare. Qualche mese fa sbloccava subito le partite, indirizzava le gare in un certo modo. Oggi spreca più energie, ci mette di più a passare in vantaggio. E se certe partite non le fai subito tue, e poi magari le chiude anche, diventa difficile vincere in A. Kalinic è fortissimo, ma è partito più piano. Poi c’è bisogno delle reti di Bernardeschi e Ilicic. Come di Tello. Insomma deve essere tutto il reparto offensivo a creare maggiori pericoli e a concretizzare. Sono convinto che sia solo un momento e che Sousa stia lavorando anche a soluzioni diverse per arrivare con maggiore pericolosità sotto rete. Dopo Juventus, Napoli e Roma c’è la Fiorentina. Insieme ad un altro gruppetto di squadre, ma i viola non hanno niente da invidiare come rosa alle altre. Occorre soltanto avere pazienza perché questa stagione è ancora molto lunga. Sia in campionato che in Europa. Gli attaccanti segnano poco? Dipende dalle situazioni, occorrerebbe essere dentro lo spogliatoio. Le reti dei centrocampisti e dei difensori ti possono aiutare in qualche partita, ma alla fine dei giochi sono le punte che devono segnare e che spostano gli equilibri di una stagione. Se guardiamo i numeri la difesa, ad esempio, sta facendo molto bene. Sousa ha creato un reparto compatto dietro. E’ una gran bella base di partenza. Bernardeschi in che ruolo deve giocare? Può fare tutto. Il trequartista, l’esterno. Ha qualità e gol nelle proprie gambe. E’ giovane ha soltanto bisogno di tempo e fiducia, ma le qualità sono potenzialmente ottime”.

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1 Commento

  1. Era un cagnaccio ma la grinta non gli mancava… Ha morso più polpacci lui che il cane del mi nonno…

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