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Il gol come questione di vita. L’aneddoto di Diego e Giovanni Simeone

Prima del gol che lo sbloccasse al Franchi, nella partita casalinga contro il Torino Giovanni Simeone sembrava quasi disperato. Si batteva su ogni pallone come se fosse l’ultimo, sfiorando il gol in diverse circostanze, ma quella maledetta palla non voleva proprio entrare. E pensare che nella stagione scorsa Simeone si era “mangiato” da solo la difesa della Fiorentina e messo a segno un assist e due gol con la maglia del Genoa, proprio tra le mura del Franchi. Sembrava una maledizione, un po’ alla Mario Gomez per intendersi. Invece no. Contropiede della Fiorentina, filtrante di Benassi e gran gol dell’attaccante argentino. Bella anche l’esultanza successiva di Simeone, quasi rabbiosa, quasi come a dire: “finalmente!”. I centravanti si sa, vivono per il gol. Simeone è nato esterno in realtà, poi si è spostato al centro, perchè in Argentina si sono resi subito conto delle sue qualità finalizzative, sopratutto nel gioco aereo.

In una intervista rilasciata a La Repubblica, il numero 9 viola ha raccontato un aneddoto relativo a suo padre Diego: “Una volta mio padre mi ha lasciato un biglietto. C’era scritto: “Giovanni, innamorati del gol, è la cosa più bella”. E il giovane Simeone avrà subito fatto tesoro di quel consiglio, dato che centravanti poi lo è diventanto davvero. Cinque gol e quattro assist al momento, con una voglia matta di aumentare ancora il bottino. Domenica pomeriggio la Fiorentina sarà di scena al San Paolo contro il Napoli di Sarri, Hamsik e Mertens, e quale migliore occasione per cercare di entrare nel cuore dei tifosi? Tra l’altro, Simeone ha già avuto modo di segnare ad una grande squadra l’anno scorso con la maglia del Genoa (doppietta alla Juventus) e quest’anno al Franchi contro la Roma

 

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