Il lungo ritiro del nordcoreano ‘sdoganato’ dalla Fiorentina

La Fifa non consente lo spostamento di minorenni da un continente all’altro è questa la ragione per la quale Choe, il primo nordcoreano a giocare in Italia, ha dovuto aspettare a lungo prima di vedere il campo. 18 li ha fatti lo scorso 8 febbraio, ma il nostro paese lo aveva scoperto ben prima, come racconta La Gazzetta dello Sport, visto che il regime più autoritario del mondo allo sport ci tiene, e per fare bella figura è disposto anche a concedere ai suoi (rari) talenti una libertà di movimento che i connazionali si sognano. Nel calcio la classe ’98 aveva conquistato l’accesso al Mondiale Under 17, a ottobre in Cile, la nazionale venne mandata in Europa per prepararlo al meglio. Un lunghissimo ritiro in Umbria, talmente lungo che Choe già parla italiano: tante amichevoli, una con la Fiorentina, che si segnò il nome, e lo fece venire per un po’ di allenamenti la scorsa stagione.

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5 commenti

  1. Il rischio grosso è che venendo da una società, come dire un po chiusa, questo come arriva e vede un po di snicchera, finisce ancora prima di cominciare

  2. Prendeteli italiani. I che si va a fare in Francia quest’anno sennò !

  3. se sono forti sono i benvenuti da qualsiasi posto vengano!!

  4. A dire il vero per il calcio moderno puo’ aver senso prensere un giocatore asiatico anche se vale meno della metà di iakovenko.
    Farsi conisce un po’ in asia a qualcuno forse fa piu’ piacere che la vittoria di un trofeo.
    Ormai funziona cosi’ , il talento ed i risultati sul campo varrivan dopo molte cose

  5. Michele da Milano

    Ma questo? E’ forte? Perchè sennò non avrebbe senso essere andati in Corea per scovarlo

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