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Il paradosso della Fiorentina: uniti in campo, divisi fuori

Diego e Andrea Della Valle e il presidente esecutivo Cognigni in tribuna. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Uniti in campo, divisi fuori: è questo il paradosso della Fiorentina. Dentro al campo i gigliati stanno cercando la quadratura del cerchio: dopo le prime due partite (e altrettante sconfitte) contro Inter e Sampdoria, sono arrivate le due vittorie contro Hellas Verona e Bologna, diverse per come sono arrivate ma altrettanto importanti per ripartire e scacciare i fantasmi della falsa partenza. Il più grande pregio di Stefano Pioli è stato quello di amalgamare un gruppo giovane e inesperto, ma voglioso di fare bene e stupire: la Fiorentina è unita e si vede, il pubblico l’ha capito e non ha esitato a concedere alla squadra quella fiducia necessaria quando riparte un ciclo. Fuori dal campo invece, non c’è la stessa tranquillità e unità di intenti: le parole di Diego Della Valle (a proposito, era da un maggio che un Della Valle non parlava di Fiorentina) sono arrivate come un fulmine a ciel sereno e Firenze, come nella sua indole, si è divisa in due. Non bastavano i ‘rosiconi‘: DDV ha sdoganato un’altra categoria, quella degli ‘avvoltoi‘. Il rapporto tra la proprietà e una fetta importante del pubblico fiorentino è compromesso, ma deve essere ritrovata un’unità di intenti che dia fiducia alla squadra e le permetta di scendere in campo sapendo di avere l’appoggio di tutti. Tutti uniti, nonostante le idee diverse, per il bene di Pioli e di una Fiorentina che vuole stupire.

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9 commenti

  1. Bisogna essere uniti sia in campo che fuori. Per il bene dei risultati della squadra.

  2. Io tifo x la Viola …..e x questi ragazzi che benché giovani e poco esperti stanno dando tutto…se poi ritorna il ciabattino a Firenze io lo contesto ….nn come un avvoltoio ma come un aquila…Buffone !!

  3. Io non so chi rema contro, Stefanoviola. So per certo che era noto a tutti che LI’ lo stadio non si può fare, per un mare di ragioni. Eppure non la vogliono capire, e perdono anni e anni. Troppi vincoli, troppi problemi (Aereoporto, Unipol SAI, ecc. ecc.)

  4. Spero che anche i più critici e gli avvoltoi di cui parla DV, se davvero anche a cuore la Forentina, accolgano questo invito all’unione. Per amore della maglia.

  5. A ME CHI EIL PROPRIETARIO DELLA FIORENTINA NON IMPORTA ASSOLUTAMENTE.
    QUINDI FICHE SARA DELLA VALLE IO SONO CON DELLA VALLE QUANDO DECIDRA DI NON ESSERE PIU IL PADRONE OK AMICI COME PRIMA.
    L IMPORTANTE CHE FACCIA LE COSE SERIAMENTE E NON TENTI DI FREGARMI FIN ORA DEVO DIRE CHE MI HA FATTO DIVERTIRE ABBASTANZA NON TROPPO MA ABBASTANZA.
    SALUTI.

  6. Io a differenza di Filippo, e altri, non mi interessa chi è il proprietario della società. Come ha scritto in altro il presidente può essere DDV, Cavalli, Fratini, il mago zurlì o Rockerduck. Finché uno detiene la maggioranza delle azioni della Fiorentina è il mio presidente, quando le quote di maggioranza passano a un altro, saluto e baci al precedente. Ad majora e SFV.

  7. Retorica. Che vi sia qualcuno che rema contro soprattutto per evitare ai DV di fare stadio e cittadella è sotto gli occhi di tutti. Anzi dovremmo tutti unirci per realizzare i progetti, non per i DV, ma per noi tifosi. Squadra migliore e con più disponibilità e noi finalmente a vedere partite in un luogo decente e all’asciutto.

  8. gli avvoltoi come cavalli. fiorentini buoni a sparlare e faliti nella vita imprenditoriale.

  9. Che si sia tutti uniti per il bene della squadra, è certo. Si gioisce nelle vittorie, si patisce nelle sconfitte, e si sostiene comunque la squadra. Ciò non esclude, ovviamente, un atteggiamento critico nei confronti della proprietà che, per quanto mi riguarda, ha smesso di rappresentarmi da un pezzo.

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