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Il paradosso dell’eterna riserva: Pazzini fa compagnia a Babacar

In un certo senso potremmo definire Babacar come “il Pazzini del nuovo decennio”: a metà dei primi anni 2000 infatti, il ragazzo di Pescia era la promessa viola per eccellenza, colui che aspettava la “pensione” del titolare per esplodere. Prima c’era Toni, poi arrivarono i vari Vieri, Osvaldo, perfino Cacia e Papa Waigo, a distribuirsi (anche) i suoi minuti. Infine Gilardino, che lo convinse definitivamente dell’esigenza di staccarsi dal nido per cercare fortuna altrove. Sembra di parlare della situazione di Babacar, chiuso prima dalla giovanissima età, quindi da Gomez e poi da Kalinic, oggi da Simeone. Lui però di lasciare Firenze per il momento non ne vuole sapere (occhio al contratto, che scade nel 2019…): sia il senegalese che il Pazzo hanno in comune un altro elemento, ovvero lo scettro di “più pagato” in viola e in gialloblu e per entrambi l’avvio di stagione ha avuto il sapore amaro della panchina. Due situazioni insidiose ma molto onerose e che domenica si incroceranno.

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2 commenti

  1. Papa Waigo ci mancava solo lui …

  2. Supercannabilover

    Ora e’ partito il treno Babacar.. il tormentone dell’anno

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