Il più sorprendente dei quattro moschettieri

Dichiara

Per raccontare su Tmw l’andamento della Serie A l’ex viola Alberto Di Chiara fa riferimento ai moschettieri di Alexandre Dumas, tra i quali ristagna anche il viola Paulo Sousa, in compagnia di Sarri, Garcia e Mancini: “Veniamo a Sousa. Forse la sorpresa più bella, visto il gioco fin qui espresso dalla sua Fiorentina. Dopo la campagna acquisti e vendite, le discutibili gestioni contrattuali dei vari Neto, Montella, Salah, Milinkovic-Savic, lo scetticismo regnava imperante tra i tifosi viola. Il tecnico portoghese è stato bravissimo a sapersi imporre in un ambiente inquinato dalle polemiche, riuscendo ad entrare nelle vene e nelle simpatie dei fiorentini, prima col carattere e la personalità, poi con i risultati e il bel gioco espresso in campo. Ha saputo valorizzare al meglio gli acquisti, direi azzeccati da parte della società, steccando solo nelle partite europee, forse per una gestione del turnover troppo decisa, visto che la rosa, ancora da completare, non glielo poteva permettere. Sousa si accomuna a Mancini per la spiccata personalità e il passato di calciatore di alto livello. Un particolare che apprezzo moltissimo infine, è che entrambi non scrivono in panchina durante la partita. Mi spiego. Non riesco a capire cosa possa scrivere un allenatore, quando dalla panchina non c’è visivamente la prospettiva per poter decifrare al meglio i movimenti dei propri giocatori. Dalla panchina c’è bisogno semmai della spinta emotiva che un allenatore può esprimere attraverso le sue sensazioni. Capire come sta psicologicamente e fisicamente un tuo giocatore per incoraggiarlo, motivarlo o cambiarlo se lo ritiene opportuno. Poi gli accorgimenti tattici perlopiù si analizzano con i propri collaboratori attraverso le immagini della partita e quindi da una prospettiva adeguata. Mi è sembrata quasi più una moda, scrivere in panchina”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA