Il presidente del Torino Femminile spara: “C’è una lobby gay che detta legge”. La Panico risponde: “Io non ci sto, perché si pensa così tanto alle scelte sessuali delle giocatrici?”. VIDEO

Omosessualità. Davanti a questa parola si è scatenata una nuova, grande polemica all’interno del calcio femminile italiano, dopo il caso Belloli. A far partire tutto è stato il presidente del Torino Femminile ed ex deputato di AN, Roberto Salerno, che ha detto: “Quando arrivai al Torino capii che 16 giocatrici su 20 erano gay. Ci sono lobby gay interne al calcio femminile che dettano legge e le società e i presidenti sono fuori schiacciati”. A queste affermazioni, tra l’altro ribadite attraverso una nota ufficiale del club granata, risponde la giocatrice simbolo della Fiorentina Women’s e di tutto il calcio italiano, Patrizia Panico, che ha pubblicato un video sul proprio profilo Facebook: “Io non ci sto, prendiamo le distanze da questo individuo. Solo in questo sport si parla così tanto delle scelte sessuali delle giocatrici e non delle loro qualità. Così si alimenta solo odio. Non sopporto certe etichette e non posso credere che alle bambine non viene fatto giocare a calcio perché questo è un mondo di lesbiche. Voglio che il calcio italiano cresca e raggiunga i livelli che sono stati raggiunti in Europa e non voglio che ci etichettino”.

ECCO PERCHÈ NON CI STO!!!

Posted by Patrizia Panico on Lunedì 23 novembre 2015

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4 commenti

  1. Anche le lobby stiano fuori dal calcio

  2. Mi assoccio alla Panico nel dire che non sopporto tutto questo interesse dei media sulle preferenze sessuali degli atleti. Non me ne frega nulla con chi va a letto un atleta o un personaggio famoso!!!!, sono fatti suoi. Da questo punto di vista il calcio è malato (l’ omofobia è una malatia) e la dimostrazione l’ abbiamo con il pesidete della FGCI.

  3. i personaggi come questo signore dimostrano quanti co…ni abbiamo ad alti livelli

  4. Michele da Milano

    Il mondo del calcio fa proprio buca. Così tanti deficienti tutti insieme è difficile da trovarli altrove

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