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Il Principino decaduto

AquilaniEsultanzaGenoaL’ascesa di Mati Fernandez dell’ultimo periodo ha prodotto una vittima eccellente: Alberto Aquilani. Il rendimento del cileno, divenuto titolare inamovibile e pedina imprescindibile dello scacchiere viola, ha costretto Montella ad estromettere dall’undici titolare il Principino, visto che Pizarro e Borja Valero rappresentano per il tecnico napoletano pedine fondamentali e insostituibili. A partire dalla gara interna con l’Udinese di fine ottobre, soltanto in tre partite Aquilani è partito titolare (Sampdoria, Napoli e Cesena), mentre in quattro occasioni è subentrato dalla panchina (oltre ai friuliani, Cagliari, Juventus ed Empoli): addirittura, nella trasferta di Verona è rimasto in panchina per tutta la partita. Questi dati sono la testimonianza che il centrocampista romano non è più così importante per Montella: infatti nelle stagioni precedenti Aquilani, se non a causa di infortuni vari che hanno tempestato la sua carriera, ha sempre rappresentato una parte importante nel centrocampo viola che soprattutto il primo anno di Montella ha incantato l’Italia, facendo addirittura parlare di “tiqui-taca viola”. Certo, probabilmente senza l’ascesa inaspettata di Mati, il marito della bella Michela Quattrociocche sarebbe anche tra i titolari fissi della Fiorentina. Dal rientro dalla sosta in poi Aquilani deve darsi da fare e porsi due obbiettivi: ritrovare il posto da titolare e convincere la dirigenza viola a rinnovare quel contratto che scade a giugno 2015. Il giocatore a Firenze si trova bene, così come la famiglia, quindi non esistono motivi per un divorzio tra le parti: Aquilani, ricordiamolo, è stato ingaggiato a parametro zero nell’estate 2012 dal Liverpool e può essere considerata senza obiezioni una delle tante scommesse vinte dalla premiata coppia Pradè-Macia.

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13 commenti

  1. Enzo ti sei fatto una canna con la pagina di un libro di latino?

  2. FrancoviolaTrento

    Il fatto che non sia titolare oggi, non significa che non lo possa ridiventare. Va tenuto.

  3. “tanto INNOMINi nullum par elogium”
    Complimenti a chi, per l’imminente 2015, si erge a colui che “castigat ridendo mores”, invitando, con la magnanimità propria dei grandi, a virtù che poco hanno a che spartire con le prerogative perseguite molestamente per l’anno solare morente.
    Soggetto, sotto il profilo psicoanalitico, probabilmente di un certo interesse (o quanto meno, curiosità). Il mondo è bello perché è vario!
    Auguri a chi vuol bene alla viola,al Redattore, e che il 2015 vi sia propizio.

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