Il punto che divide Montella dalla Fiorentina

Della Valle Cognigni Montella

Mi ricordo ancora quando Andrea Della Valle invitò i giornalisti allo stadio per fare il consueto brindisi natalizio. Quel giorno disse che Montella sarebbe stato il futuro della Fiorentina ed era anche, sinceramente parlando, profondamente convinto di quello che stava dicendo. Solo che in questo periodo che è intercorso, il numero uno gigliato si è scontrato con le ambizioni del proprio tecnico (per inciso, chi vi scrive non se la sente di condannare una persona solo per il fatto di essere ambiziosa). E le ambizioni significano qualche sacrificio economico richiesto alla proprietà. Tradotto: cessioni di big da evitare e magari anche qualche acquisto importante specie in ruoli chiave a centrocampo e in attacco. Ed è qui che nessuno se l’è sentita di rassicurare il tecnico, è stato proprio questo il punto dove sono arrivati i primi scricchiolii (altri scricchiolii ci sono stati per il risultato e la conduzione di alcune partite). In mancanza di uno stadio di proprietà e di fonti di ricavo importanti, il modello attuale della Fiorentina si basa su almeno una cessione importante a stagione per mantenere il bilancio in pareggio (meglio ancora se in utile). Ed è questa una considerazione che si basa sui fatti non sulle parole. Nastasic prima, Jovetic e Ljajic dopo, Cuadrado a gennaio, non appena si è presentata l’opportunità la dirigenza ha deciso di mettere fieno in cascina ritrovandosi il bilancio in attivo per due anni di fila e le perdite del terzo già ripianate a stretto giro di posta dopo l’anticipo versato dalla proprietà. Per chi si fosse perso qualche puntata precedente, questo si chiama autofinanziamento. In sostanza i Della Valle hanno deciso di non sperperare soldi nel calcio, a differenza di quanto avvenuto in passato con qualche “ricco scemo”. Scelta legittima, per carità, ma che non tutti i tecnici sono disposti ad accettare a lungo. E quante possibilità ci sono di evitare il divorzio? Non siamo allo zero assoluto, ma a questo punto sono poche e soprattutto per evitare la separazione qualcuno deve andare incontro alle richieste dell’altro. E chi sarà così buono da mollare su qualcosa?

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58 commenti

  1. Deve essere Andrea ad accontentare anche in parte Montella. Non può dire no su tutti i fronti. Deve con diplomazia cercare di accontentarlo dando priorità al centrocampo e alla difesa Ed anche Montella non può richiedere tutto e subito aspetti con calma quanto Andrea gli prometterà di fare. Poi il problema più grosso è cedere Gomez. E va ceduto Forza viola Alois

  2. Non sono contro Montella, anche se non ho condiviso tutte le sue scelte tecniche. Ma ho il timore che le divergenze con la proprietà, che ormai durano da più di un mercato, ritorneranno
    alle prime difficoltà che la Fiorentina incontrerà sul cammino del prossimo campionato. Probabilmente non c’è più con i D.V. unità d’intenti e di vedute, sintonia e obiettivi comuni, ma solo un vincolo contrattuale. Se si deve convivere da separati in casa, allora è meglio separare i rispettivi destini…..

  3. Quelli dei fratellini sono solo prestiti… il monte ingaggi è pari a 56 mln (di cui 1,7 per richards, 1 per marin e 1,2 per badelj…voluti da gnigni)…solo di diritti tv i fratellini incassano 45 milioni…in 3 anni sono stati venduti nastasic, jojo, liajc, berhami,gamberini, seferovic, cerci e cuadrado per oltre 120 mln…grazie a gnigni e al ds occulto di questi se ne sono spesi, tra gli altri, 4,5 mln per rebic e 5 per badelj…domanda: ma i 40 che avrebbero messo i fratellini saranno mica stati spesi per rosi e octavio?!

  4. anche gomez doveva essere un campione mi sbaglio oppure è costato come tale allora si torna alle solite il calcio non è una materia esatta cmq se le prime 12 partite ilicic gli fai fare il tornante al posto di joaquin non sarà mica colpa di ADV

  5. Secondo me lo scarso rendimento e le assenze per infortunio di GOMEZ a cui nessuno avrebbe mai pensato, hanno nociuto gravemente sui risultati della squadra sia in Campionato che nelle Coppe. Il riflesso di tutto ciò è sotto gli occhi di tutti. Fino alle due semifinali nella Dirigenza nella tifoseria e nei giocatori regnava un garnde ottimismo ma poi le debacle nelle Coppe e nelle partite con Verona e Cagliari hanno creato un clima di amarezza con abche i risvolti sull’allenatore.

  6. Non è questione di chi allena o di chi ci mette i soldi ma di COME si spendono, punto! Il resto è chiacchiera da bar

  7. OPINIONW D me condivisa troppo facile dare la colpa alla proprietà ed al Mister ma chi mageggia i soldi sono altri e proprio loro sono i responsabile..

  8. L'Omino di Ferro

    D’accordissimo con te Belvaromana57. Infatti, se in questi 3 anni c’è qualcuno che ha sbagliato più degli altri, secondo me è stata la parte della dirigenza tecnica. Possiamo imputare qualche errore alla società (più che altro di comunicazione) ma il loro compito primario, quello di mettterci i soldi, lo hanno fatto. Possiamo imputare qualche errore a Montella, ma in tre anni il bilancio è fortemente positivo. Ma Pradé e Macia, con i soldi che hanno avuto a disposizione, potevano fare meglio.

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