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Il ritorno del figliol prodigo

Sono passati più di sette anni dall’arrivo in Italia di Adem Ljajic, acquistato per sette milioni di euro dalla Fiorentina della coppia Corvino&Prandelli per rinforzare una squadra che all’epoca era ancora in lotta su più fronti. Il talentino serbo era considerato, alla pari del connazionale Jovetic, un potenziale crack del calcio europeo, ma non ha sfruttato a dovere le occasioni che il destino gli ha concesso e si è ritrovato a ventisette anni al Torino, non proprio il massimo per chi doveva fare sfracelli nel calcio che conta. Anche in questa stagione Ljajic è partito alla grande, ma con il passare dei mesi si è perso per strada e questa sera contro la sua ex squadra dovrebbe addirittura partire dalla panchina. Le esperienze delle stagioni passate con le maglie di Roma e Inter hanno manifestato qual è il punto debole dell’ex Partizan, la continuità: Ljajic alterna partite da otto ad altre da quattro, praticamente da sempre e questa mancanza ha condizionato la crescita e la carriera di un talento che non si è mai espresso del tutto.

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