Il ritorno del Todocampista 1.0

Nella Fiorentina che dopo 14 partite di campionato staziona al terzo posto in classifica, uno dei protagonisti principali è senza dubbio Borja Valero: lo spagnolo sembra essere tornato sui livelli dei primi due anni della gestione di Montella. L’impatto del numero 20 viola è stato devastante: nella prima stagione colleziona 37 presenze, arricchite da un gol (a San Siro contro il Milan, ndr) e da ben tredici assist mentre nella seconda continua sugli standard di quella precedente fino all’episodio che cambia la sua avventura fiorentina. E’ il 24 febbraio e la Fiorentina è di scena al Tardini di Parma: agguantato il pareggio nei minuti finali con la punizione di Mati Fernandez, i viola provano addirittura a trovare il gol della vittoria e al 90′ si accende un parapiglia e nell’incredulità generale Gervasoni espelle Borja Valero. L’ex Villareal verrà squalificato per 4 giornate, ridotte poi a 3, ma da quell’episodio non si riprenderà più: negli ultimi mesi di stagione e in quella successiva lo spagnolo non sarà più quel giocatore ammirato e idolatrato da tutta Firenze nei primi tempi in viola. L’arrivo di Paulo Sousa è la panacea a tutti i mali dello spagnolo: con il nuovo tecnico in panchina ritrova gli stimoli persi e si carica sulle spalle il centrocampo viola, orfano di Pizarro e Aquilani. Il portoghese gli disegna un ruolo tutto nuovo: Borja Valero agisce da trequartista dietro la punta, con Badelj e Vecino a comporre la mediana viola. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: lo spagnolo è l’anima della Fiorentina di Paulo Sousa, tant’è che ha disputato tutte le partite di campionato segnando due gol (Atalanta e Sassuolo), seguiti dall’inchino alla Fiesole e a quei tifosi che lo amano a tal punto da eleggerlo virtualmente Sindaco di Firenze. Un giocatore d’altri tempi che ha scelto di legare se stesso e la sua famiglia ai colori viola per tutta la carriera e che si augura di sollevare un trofeo che alla Fiorentina manca da 14 anni.

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