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Il tre pilastri della Juve sfiorati da Corvino

IL FORMAT è quello che sta accompagnando l’Italia all’Europeo: un difesa d’acciaio con un marchio di fabbrica ben chiaro, ovvero il ’made in Juve’. Tre pilastri bianconeri sistemati davanti a Buffon (anche lui bianconero), ma in pochi (forse) ricordano in un passato neppure troppo lontano, c’era e c’è stato un riflesso color viola-Fiorentina su Giorgio Chiellini, Leonardo Bonucci e Andrea Barzagli, come analizza La Nazione in questo articolo. LA STORIA, il destino e soprattutto i soldi poi hanno fatto il resto, ovvero hanno impedito che quel sodalizio insuperabile che ha preso corpo in casa Juve (e oggi è stato travasato nell’azzurro della Nazionale), possa aver avuto l’occasione di materializzarsi a Firenze. Chiellini e la Fiorentina. Nato a Pisa, livornese di adozione, il difensore la maglia viola l’ha indossata per una stagione (2004/2005). Praticamente titolare intoccabile (37 presenze, dice l’almanacco), a giugno Chiellini saluterà subito e in fretta la Fiorentina per tornare alla Juventus da dove era arrivato in prestito, ’spedito’ a Firenze da Fabio Capello che aveva chiesto all’amico Lucchesi (allora DG della Fiorentina) di far scoprire la serie A al giovane Chiellini, che – sempre secondo Capello – poteva vantare un potenziale di successo con una scala massima: cento su cento. In altre parole, era un predestinato, l’uomo giusto per raccogliere l’eredità e i successi dei difensori bianconeri… vecchio stampo. Bonucci? A Firenze non c’è arrivato per un pelo. E per colpa della Juventus e una montagna di soldi. E’ nell’estate 2009 che proprio Pantaleo Corvino (ds viola) lo tratta con il Bari. Il Corvo lo vuole a Firenze e spinge sui Della Valle. Serve un investimento forte, la concorrenza è micidiale, ma la Fiorentina c’è e ci prova. Fino a quando la Juventus decide di far saltare il banco e di portare al Bari la bellezza di 15,5 milioni per prendersi il cartellino di Bonucci. Una cifra impressionante (siamo sette anni fa) per un giocatore che qualche anno prima era stato snobbato dall’Inter e costretto a ripartire da zero (Treviso, Pisa, Genoa e appunto Bari). INFINE Andrea Barzagli. Qui la fiorentinità del giocatore parte da lontano. Da molto lontano. Da ragazzino (all’anagrafe il suo certificato di nascita è timbrato Fiesole) gioca nella Cattolica Virtus, prima, e poi – soprattutto – nella Rondinella. Il travaso nella Fiorentina (siamo nel 2001) potrebbe essere un automatismo quasi scontato, ma non è così. Il mondo del pallone fa subito allontanare Barzagli da Firenze (prima destinazione, Ascoli), per poi volare ovunque, meno che in maglia viola. Fino alla Juve.

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