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Il VAR è già protagonista in campo. Ma come funziona? E quando possiamo chiamarlo in causa?

Siamo alle porte della stagione 2017-2018 e sicuramente la novità più importante è rappresentata dall’introduzione del VAR, acronimo di Video Assistant Referee, reclamato a gran voce da moltissimo tempo, soprattutto da chi in ogni campionato si sentiva vittima indiscussa di decisioni arbitrali ritenute non corrette.

Ma come funziona e quando entra in gioco il VAR? Premettiamo che dal prossimo campionato saranno aboliti gli addizionali di porta che verranno impiegati nella visione del VAR, il Video Assistant Referee sarà chiamato in causa solo ed esclusivamente dai giudici di gara, solo per loro scelta, ma solo per determinati episodi, denominati dalla FIFA “match-changing situation” e cioè che vanno a cambiare la sostanza dell’andamento di una gara, nello specifico in caso di gol, calci di rigore, espulsioni e scambi di identità.

In costante contatto audio, arbitro e assistenti, dopo una decisione presa, potranno valutare la possibilità di ricorrere alle immagini, per poter meglio analizzare la dinamica di un singolo episodio. L’arbitro potrà far affidamento al parere degli assistenti VAR oppure potrà decidere di visionare direttamente in prima persona le immagini.

Quindi dopo l’avvento della Goal Line Technology, felicemente sperimentata da ormai due anni, il VAR diventa un ulteriore e più avanzato supporto tecnologico per tutti i direttori di gara, sperando che aiuti oltretutto a spegnere quante più polemiche possibili.

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12 commenti

  1. Maurizio Firenze

    Si puo usare anche per limitare le BISCHERATE DI SUNDAS69 CISKO 73 E DARIO………

  2. Parlate solo dei furti della RUBENTUS ma se ci guardate bene negli ultimi anni ci ha rubato di più il MILAN..non vi ricordate più siena-milan ultima di campionato ? FV

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