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Ilicic e il talento di Pradè nello schivare pacchi

Ilicic presentazionePreparazione. Intelligenza. Cultura. Queste sono alcune qualità di cui un concorrente di Affari tuoi non necessita per prendere i pacchi più grossi. Talento. Fiuto. Intuizione. Queste, al contrario, sono caratteristiche imprescindibili per un direttore sportivo affinché i pacchi più grossi stiano alla larga dalla propria squadra. Ma si sa, nel calcio mercato ci sono variabili imponderabili – non ultima la fortuna – e i pacchi si danno e si prendono. Proprio per questo – e dato che avvicinandosi a Natale la tematica pacco diventa molto d’attualità – i tifosi viola si augurano che a Josip Iličič non venga mai applicato né fiocco, né carta regalo.

Il venticinquenne sloveno, arrivato in estate da Palermo per sostituire Adem Ljajić, non ha finora convinto il pubblico fiorentino, anche – se non soprattutto – per un infortunio alla caviglia che ne ha precluso un utilizzo continuo. Certo, l’acquisto di Iličič aveva già creato perplessità al momento della firma sul contratto, quando alla società siciliana erano stati versati ben 9 milioni di euro per l’intero cartellino. Una cifra, ritenuta dai più esagerata, che ha cominciato a far serpeggiare la convinzione che dietro di essa vi fosse una sorta di compensazione per il mancato riscatto di Viviano dalla stessa società rosanero. Iličič, ad onor del vero, è un trequartista di indubbio genio calcistico ed il suo rapporto qualità prezzo – seppur non esiguo – forse non merita questo tipo di illazioni. Stiamo parlando infatti di un giocatore capace – fra campionato e coppe – di mettere a segno ben 25 reti nelle ultime tre stagioni, condite da 13 assist che ne hanno esaltato le doti di rifinitore. Se però la tecnica del mancino sloveno non viene messa in discussione, non passa inosservata una certa sua predisposizione alla discontinuità. Discontinuità che va a sommarsi alla sua scarsa compatibilità tattica al gioco impostato da Montella. Scarsa compatibilità peraltro dichiarata espressamente dallo stesso sloveno, evidentemente allergico al centrocampo. E qui siamo alle solite: acquisto azzeccato o pacco?

A Firenze, del resto, non sarebbe il primo caso di giocatore arrivato in riva all’Arno con le stimmate del campione e successivamente esiliato senza particolari rimpianti. In principio fu Socrates, acquistato da Pontello nel 1984 per più di 5 miliardi del vecchio conio. Il Tacco di Dio veniva da quella strepitosa e forse irripetibile selezione brasiliana del 1982 – formata da gente come Zico e Falcao – e prometteva sfracelli e valanghe di reti. Tuttavia, possiamo dire che il più grosso contributo del dottor Socrates al campionato italiano fu l’ispirazione per il personaggio cinematografico di Aristoteles – bomber della Longobarda di Oronzo Canà. Per il resto, tante sigarette, tante birre, tante disquisizioni su Gramsci e lotta di classe, ma poca attitudine agli allenamenti e una vera e propria idiosincrasia ai ritiri. Non per niente, in Brasile, aveva creato la Democracia Corinthiana: caso più unico che raro di compagine sprovvista di allenatore.

Da lì i pacchi non sono mai più mancati. Diego Latorre (nome più adatto al Pisa Calcio) giunse in terra guelfa nell’ambito dell’affare Batistuta per 3,5 miliardi di lire e raccolse appena due presenze per diciannove minuti di gioco complessivi. Probabile che con la stessa cifra il buon Mario Cecchi Gori avrebbe potuto convincere Michael Jackson a cantare l’inno della Fiorentina al posto di Narciso Parigi. Marius Lăcătuș, dopo i Mondiali italiani del ’90, fu acquistato sempre da Mario Cecchi Gori per 3 miliardi che valsero altrettante reti. L’anno prima il generoso Oscar Dertycia si era fatto venire l’alopecia da stress per via di un infortunio e di un’ansia da prestazione sotto porta che non gli passò fino a quando non si avviò in direzione Peretola. Di padre in figlio, anche Vittorio Cecchi Gori non si fece mancare il proprio pacco. Non fu la TNT a portarglielo ma anche stavolta il Brasile. Parliamo dello stopper Marcio Santos. Campione del mondo nel 1994, Vittorio aggiunse nel suo contratto una clausola per la quale in caso di arrivo alle 6 reti segnate il difensore verdeoro avrebbe ricevuto in premio una cena con Sharon Stone in un ristorante di lusso. Inutile dire che a fine stagione il povero Marcio Santos non ottenne nemmeno una porzione di patatine fritte alla Festa dell’Unità di Sinalunga con la compagnia di Rosy Bindi. Altri casi recenti sono quelli di Nakata e Valeri Bojinov. Il primo contribuì poco alla causa viola, ma aumentò senz’altro la vendita di souvenir in Piazza del Duomo per via della massiccia presenza di connazionali nipponici in visita turistica. Il secondo fu acquistato dal Lecce di Pantaleo Corvino per ben 15 milioni di euro e – considerando le sue future prestazioni in maglia viola – non possiamo che rammaricarci del fatto che insieme al cartellino del bulgaro non fosse stato compreso almeno un opportuno flacone di vasellina omaggio. Bojinov, a Firenze, si fece ricordare per un tatuaggio: l’indiano del Collettivo, che lui tra l’altro scambiò per il simbolo della città. Poi, il nulla.

Dunque, non resta che sperare che Iličič non faccia una fine simile ai pacchi prima citati. Ma siamo sicuri che Daniele Pradè abbia talento, fiuto ed intuizione e che questa sia un’eventualità chimerica quanto sgradita. Il numero 72 viola, una volta recuperato a pieno la condizione, legittimerà tutti i nove milioni investiti dalla società per il suo trasferimento. In caso contrario, inutile fare drammi. Al massimo qualche tifoso viola – come da migliore tradizione toscana – esorcizzerà la delusione con recriminazioni varie nei confronti della cantante di Like a virgin.

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37 commenti

  1. Tecnicamente è forte. Appena torna in forma ce ne accorgeremo. Piuttosto non ho mai capito in che ruolo lo volevamo impiegare. Al posto di Liajic? Quest’anno avrebbe giocato poco anche lui, con Rossi in squadra. Sono d’accordo con chi lo vede in un 4-3-1-2, ma come si fa coi nostri centrocampisti? Se i tre sono Cuadrado, Borja e Pizzarro chi copre la difesa? La densitá a centrocampo per noi è fondamentale. Giá così subiamo troppe reti.

  2. Ho rivisto la partita contro il verona su Premium Play, e devo dire che gli ultimi 10 minuti di Ilicic sono stati di grande livello. Se entra nei meccanismi e si mette a posto fisicamente, credo che ci possa dare una bella mano.

  3. Io però su Ljajic ho qualche perplessità anche se premetto che non ho mai condiviso la sua cessione! Mi chiedo:perche non gioca quasi mai una partita intera? Perche lo fanno partire spesso dalla panchina? È come se per farlo rendere al massimo dovessero sempre tenerlo in out….o a rischio out! Forse è una stupidaggine però. ………

  4. marcolucania1973

    GENNAIO 2013 (DICO: 2013 !!!!!!!!!!): IL NUTELLINO – LJAJIC (OGGI ORFANO DEL GEMELLO, ANCH’EGLI NUTELLINO “FERRERO”, JUVETICCE) ERA CONSIDERATO DA TUTTI (DICO: DA TUTTI !!!) UNA SCHIAPPA O UNA SUOLA, A SECONDA DEI GUSTI !!!
    MARZO 2013, OVVERO SOLI DUE MESI DOPO ED A DISTANZA DI BEN TRE ANNI E DUE MESI (DICO: 3 ANNI E 2 MESI !!!!!!!!!!!!!) DAL SUO ARRIVO ALLA FIORENTINA, LJAJIC E’ UNANIMEMENTE CONSIDERATO DA TUTTI (TIFOSI ED ADDETTI AI LAVORI) UN OTTIMO GIOCATORE ED UN POTENZIALE GRANDE CAMPIONE !!!!!!!
    CONCLUSIONE: SU ILICIC, RAGA’, DATEVI TUTTI QUANTI UNA BELLA REGOLATA !!! ED IMPARATE AD AVERE PAZIENZA, AD ASPETTARE, CHE “LA CALMA E’ LA VIRTU’ DE FORTI”, MENTRE “LA FRETTA E’ UNA CATTIVA CONSIGLIERA”. SEMPRE !!!
    VIOLA A BESTIA

  5. X Carlo mi piace il menù della tua colazione anche se il mio dietista qualora dovessi averne 1 non la penserà =, non sarà proprio leggerina ma è tutta roba genuina e ti ha fatto sviluppare gli anticorpi per comprendere i miei post (scherzo sei molto umano grazie, inoltre dopo aver lavorato diramente la notte ci sta tutta, l credo, fa strano solo chiamarla colazione.

    X Mau : e che questo sito ormai x abitidune e comodità lo visito da sempre dal mio cellulare, riesco a scriverci velocemente anche se con risultati( mi fate notare )alterni che vanno dal pessimo al tragico x chi legge,sopratutto in base al momento ,al posto ,se vado x le lunghe etc o scrivo ,
    il display ridotto, touch che perde colpi, la tastierina che principale che nn riporta la punteggiatura non mi favoriscono quindi se ho esagerato dopo le prime righe la lettura diventa pesante o semplicemente vi rompe in genere ció che scrivo se nn vi soffermate sui miei commenti lo capisco, comunque preciso che le critiche non sono un problema anzi scusate voi si vi caso problemi o fastidio, scusa Mou e scusa sophia, detto ció se vi fermano per la prova del palloncino comunque non mi prendo nessuna responsabilità, eventualmente me lo dite aggiungo una postilla nei miei commenti come avvertimento.

  6. AceBati ti ringrazio per il sunto e la brevita’ della risposta! (scherzando ti posso dire che il tutto il discorso lo potevi dividere in tre parti usando un po’ di punteggiatura che tanto aiuta nella comprensione). Se ti puo’ far piacere ti dico che anch’io la penso come te su Comotto e Ilicic e ritengo che ,piu’ prima che poi ,sfondera’ e fara la nostra fortuna!
    Continuando comunque a scherzare….non dimentichiamoci che “in vino veritas!”.

  7. Chi critica Ilicic non segue il calcio.
    Ilicic è questo è un giocatore che all’apparenza risulta svogliato,andate a cheiderlo alla gente di Palermo.
    Diamo tempo al giocatore avrà giocato si e no 90 minuti, ma di cosa stiamo parlando?
    Mah vu siete incredibili e gobbi nell’animo.

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