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Ilicic: “Vi racconto le follie che ho combinato. Non resterò in Italia, non mi piace il vostro stile di vita”

L’ex giocatore della Fiorentina Josip Ilicic ha raccontato altri retroscena legati alla sua carriera e svelato alcune sue considerazioni nell’intervista sulle pagine dell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport : “Sono arrivato in Italia tardi. Giocavo al Maribor, ma il campionato sloveno non è la stessa cosa. E quando mi sono trovato a Palermo, avevo la testa per aria. Non ero preparato alla A. Dicono che ero pazzerello da giovane? Per fortuna mia mamma non sa tutto quello che ho combinato. Una volta ho fatto un tuffo da oltre 15 metri: avere la fortuna di essere qui a raccontarlo è già tanto. Se io vedessi uno dei miei figli fare una cosa del genere, mi ammazzerei. I social? Ho bloccato i profili. Mi continuavano a scrivere per il fantacalcio. Ma cosa è? Non lo sopporto. In Slovenia cresciamo per strada, per questo dal punto di vista tecnico siamo forti in tutti gli sport. Io da ragazzino uscivo di casa e andavo al parco giochi. Una volta giocavo a calcio, un’altra a basket, un’altra a tennis. Sono diventato forte in tutto. A fine carriera non credo di restare in Italia, lo stile di vita non mi piace. Voi lavorate fino a quando è buio e uscite solo di sera. In Slovenia iniziamo alle 7 e alle 3 del pomeriggio siamo a casa. Così ci possiamo godere di più la giornata”.

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5 commenti

  1. Lo stile di vita non ti piace….è democrazia ci può stare…ma lo stipendio ti piace però!!!! Ora si capisce meglio Tante cose.FORZA VIOLA

  2. È per questo che dalle 15.00 ti mettevi a riposo, scansafatiche lavativo e megalomane???

  3. Volevo dire convinzione e non invenzione.

  4. Infatti la parola indolente che gli avevo messo due anni fa calza alla perfezione..lui alle 15 vuol fare riposo e si vedeva anche in campo..due o tre tocchi poi riposo..FV

  5. Il fatto che giocare per strada ti faccia diventare piu’ forte ma soprattutto piu’ tecnico e’ verissimo e sono d’accordo con Ilicic.In Italia non verra’ mai fuori un Maradona perche’ i ragazzini vengono soffocati dagli allenatori delle giovanili per cui (mi raccomando stai “venti” centimetri piu in la e poi “cinque” centimentri piu’ in qua:la fantasia va a farsi benedire e il risultato e’ quello di creare tanti “polli” di batteria,tutti uguali e tutti pronti a fare il passaggetto di due metri al compagno piu’ vicino,magari scappando,subito dopo,indietro.La nazionale dell’altra sera riflette questa mia invenzione e non e’ questione di impegno piu’ o meno o di un giocatore al posto di in altro o ancora dell’ allenatore,magari fosse cosi’ perche’ il giorno in cui decidi di impegnarti o di cambiare un giocatore,vinci la partita MAGARI La cosa piu’ brutta e’ che,nonostante l’impegno,la partita la perdi lo stesso.TROPPA MODESTIA.

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