Intensità cercasi

Sousa con il collaboratore Sem Moioli. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com
Sousa con il collaboratore Sem Moioli. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Paulo Sousa l’ha ribadito anche alla vigilia del Cagliari: la sua Fiorentina deve trovare l’intensità giusta per ripartire anche in campionato, dopo la buona vittoria in Europa League contro lo Slovan Liberec. Sono tante le differenze rispetto alla prima parte della passata stagione, ma una di quelle che salta subito all’occhio è la carenza di intensità: la Fiorentina faceva del pressing alto alla ricerca del recupero del possesso palla una delle sue caratteristiche principali. Vecino e soprattutto Badelj sembrano i cugini di quei centrocampisti che nella passata stagione hanno permesso alla Fiorentina di sognare per i primi mesi: i due erano ovunque e recuperavano tutti i palloni che passavano nella loro zona, per poi verticalizzare subito alla ricerca di Kalinic. Il calo dei gigliati non è da attribuire alla coppia di mediani, ma il loro calo di rendimento è il simbolo della Fiorentina attuale e di quella intensità mancante che Sousa sta cercando di ritrovare.

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1 Commento

  1. la differenza fra il primo Sousa ed il gioco di Montella era proprio che si giova la palla molto più avanti,con repentine verticalizzazioni sia al centro che sugli esterni per Kalinic;le difese erano allo sbando per il nostro girar palla di prima, li faceva essere sempre in ritardo e quindi la superiorità numerica era matematica e gli spazi si aprivano.Ora dir che siamo Montelliani è un eufemismo…

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