Juve-Fiorentina: cos’è mancato per il pareggio? Pro e contro del team viola

Sousa sulla panchina della Fiorentina. Foto: LF/Fiorentinanews.com

Uscire con un punto dallo Juventus Stadium non era un’impresa impossibile, ma cinismo e determinazione non sono bastati. Ed è anche per questo che l’esordio della Fiorentina ha un gusto amaro. Il 2-1 centrato dai bianconeri nell’anticipo della prima giornata di Serie A può essere però prezioso in chiave campionato, ovvero per interpretare punti di forza e limiti della formazione viola. Il primo segnale di ottimismo arriva proprio dal tecnico Paulo Sousa: “Abbiamo avuto coraggio e ambizione, vogliamo giocarcela con tutti”.

C’è voluto “Mister 90 milioni” per battere i viola

Secondo la lettura del tecnico, il team del giglio ha “dato segnali positivi” pur essendosi misurato “contro una Juventus impostata per vincere in Italia e in Europa”. In effetti nel primo tempo i bianconeri hanno messo in difficoltà i viola. I padroni di casa sono passati in vantaggio al 37’, a sbloccare il risultato è stato un colpo di testa di Khedira che ha ricevuto palla da una imprevedibile intuizione di Chiellini. Sempre durante la prima metà di gioco la Juve ha trovato in altre due occasioni lo specchio della porta.

Al 70’ un altro colpo di testa pareggia il bilancio, l’autore è stato Kalinic su calcio d’angolo. La soddisfazione per la rete è durata però appena cinque minuti, quando la porta difesa da Tatarusanu è stata violata da Higuain, che va a segno dopo un rimpallo su azione di Khedira. Il Pipita ha sostituito al 66’ Mandzukic.

Per battere la Fiorentina i bianconeri hanno dovuto affidarsi a “Mister 90 milioni”, grande protagonista del calciomercato che in appena otto minuti dal suo ingresso sul campo ha messo in cassaforte la vittoria. È stato proprio Gonzalo a definire il suo inizio di stagione “perfetto”. E questo è un elemento anche a favore della performance viola, Sousa infatti ha analizzato così la prova dei suoi: “abbiamo lavorato bene, ma mantenere certi livelli di concentrazione per 90′ non è facile, ci abbiamo creduto e abbiamo trovato il pareggio, poi purtroppo un gol su rimpallo ci ha tolto la possibilità di portare a casa dei punti”.

Che il valore dimostrato dalla Fiorentina sia da interpretare anche al di là del risultato finale traspare dalla lettura che ne danno i principali servizi di scommesse sportive online. Nel prossimo incontro, Fiorentina vs Chievo Verona, in calendario il 28 agosto, la vittoria dei viola è data a 1,65, mentre quella del Chievo a 6.00. Il pareggio è quotato invece a 3,60. Detto in altre parole, contro avversari più modesti è evidente come persino un pareggio della Fiorentina sia improbabile.

Solo cinque i tiri in porta, l’assenza di Borja si è fatta sentire

Malgrado il valore dell’avversario e la determinazione dei viola, ci sono stati comunque limiti nel gioco della Fiorentina che vanno sottovalutati. La produzione offensiva è stata infatti marginale: il goal è arrivato nell’unica vera occasione. La difesa ha commesso qualche leggerezza che avrebbe potuto rendere più schiacciante la vittoria della Juve. Basti pensare al rinvio maldestro di Tatarusanu che arriva ai piedi di Khedira o alla mancata chiusura dello specchio della porta a Higuain.

Un altro limite è stato l’assenza di Borja Valero, che “ha provato a esserci, si era anche reso disponibile a provare una terapia più invasiva per poter giocare e aiutare i compagni, ma abbiamo preferito non rischiare”, ha chiarito Sousa, che aggiunge “ci sarà alla prossima”. In realtà il calciatore spagnolo farebbe gola alla Roma e c’è chi è pronto a scommettere sulla sua uscita dal team del giglio.

Nel complesso la partita, nonostante un ritmo di gioco piuttosto incalzante, ha visto consumarsi solo cinque tiri che hanno trovato lo specchio della porta, inclusi i goal. In altri termini, ci sono state più reti segnate che parate dei portieri.

La differenza tra Juve e Fiorentina è ancora più marcata per quanto riguarda i tiri verso la porta. I bianconeri hanno calciato per 9 volte, mentre i viola hanno tentato per due volte di trovare la porta avversaria. Un limite dettato sicuramente dal valore della rosa juventina, ma che di sicuro non può essere trascurato nella costruzione delle strategie offensive.

Malgrado l’assenza di Valero, Kalinic ha dato prova di saper punire l’avversario quando si trova sottoporta. La scelta di acquistare Sánchez è sembrata oculata, schierato nella ripresa ha già dimostrato un buon potenziale, che se messo a frutto potrà essere decisivo in chiave campionato.

L’esordio di Federico Chiesa, il figlio d’arte che “può dare tanto”

Juve-Fiorentina ha segnato anche il debutto di Federico Chiesa, 18enne figlio del grande Enrico. Si tratta di un attaccante esterno che spesso cerca il tiro da fuori. Per il ct portoghese è una pedina da non sottovalutare: “lavora bene da inizio stagione, si è integrato nel gruppo, può dare tanto”. L’esordio in una partita così delicata è senza dubbio un attestato di stima: “Ha qualità e valori”, ha aggiunto Sousa, “era giusto dargli un’opportunità per fare un passo in avanti nel suo processo di maturazione”.

Uno degli elementi che lascia ben sperare è proprio l’età media dei giocatori scelti da Sousa. Analizzando la lista dei convocati allo Juventus Stadium si nota come il solo over 32 è Gonzalo Rodriguez. Quattro i giocatori che non hanno compiuto i 20 anni (Chiesa, Diks, Dragowski e Hagi).

Qual è quindi il valore della rosa fiorentina? Restano da definire diversi elementi e ancora siamo all’inizio, ci vorrà tempo prima di trovare la giusta alchimia. Dare un giudizio adesso sarebbe affrettato, ma sicuramente ci sono diversi punti da affinare. Secondo te qual è il vero tallone d’Achille dei viola? Raccontaci il tuo punto di vista con un commento.

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