Juventus, “dirigenti tolleravano bagarinaggio ultrà in cambio di tranquillità”. E ‘ndrangheta partecipava a business

Come riporta il sito del Fatto Quotidiano, nell’inchiesta scattata all’alba del 1 luglio è emerso che nella Juventus ci sono infiltrazioni molti pericolose. Si tratta dell’ndrangheta, che è riuscita ad infiltrarsi nella gestione dei posti nella curva sud dello Juventus Stadium, quella riservata agli ultras bianconeri. Così facendo, l’ndrangheta si è garantita una parte nel business del bagarinaggio e contatti con i dirigenti della Juventus in cambio di calma e tranquillità. Ciò è emerso dall’ordinanza di custodia cautelare dei 18 arresti scattati all’alba dell’1 luglio scorso nel corso di un’inchiesta che sfiora “dirigenti e figure chiave della Juventus Football Club” per via di quegli indagati che hanno “stabili e importanti rapporti con esponenti di livello della società”. Alcuni di essi avrebbero addirittura un rapporti di soggezione e sudditanza. Ed è in questo contesto che si inserisce il suicidio di Raffaello Bucci, ex ultras dei Drughi con il compito di gestire biglietti e merchandising. Le parole del gip Stefano Vitelli sono durissime e raccontano di uno scenario preoccupante: i dirigenti bianconeri consentivano un bagarinaggio abituale e diffuso come forma di compromesso con esponenti del tifo ultras.

 

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4 commenti

  1. Terroni del nord

  2. Si e’ liberato un posto in curva

  3. Tanto si sa come va a finire, come calciopoli, non gli faranno un cazzo, e la gazza ladra bianconera continuera’ a rubare e fare i cazzi suoi, che schifo di calcio

  4. Questo perché le società nn dovevano avere rapporti con gli ultras ….

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