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KALINIC SBAGLIA, KALINIC CREA, KALINIC…SEGNA!

Kalinic esulta dopo un gol. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Una palla gol e una rete. Ogni tifoso, di ogni squadra di calcio, vorrebbe che il proprio centravanti fosse perfetto ogni qualvolta gli si presenta un’occasione per fare centro. Ovviamente è impossibile che questo accada, indipendentemente dal fatto che si stia parlando di un fuoriclasse a livello stellare o dell’ultimo brocco presente sui campetti di periferia.

Per restare alle vicende della Fiorentina, Nikola Kalinic contro il Cagliari e contro il Crotone ha giocato due partite speculari, due partite in fotocopia, nelle quali ha sbagliato molto e molto di più del suo solito, questo va detto, ma ha anche segnato le reti decisive in entrambe le partite. Ma soprattutto Kalinic, ed è forse questo il fatto più rilevante, quelle occasioni da gol se le crea. Come? Attraverso i movimenti che fa per larghi tratti della partita. Non ha Robben e Ribery che saltano tutta la difesa avversaria e mettono il Gomez di turno in condizione di segnare a porta vuota, deve correre, sbracciarsi e ‘dettare’ il passaggio al compagno di squadra.

Prendiamo proprio il gol realizzato con il Crotone. Kalinic parte in anticipo e trova un varco in mezzo alla difesa calabrese. A quel punto Saponara è a sua volta molto bravo a vederlo questo movimento e dargli una palla morbidissima che viene trasformata in gol da un tocco altrettanto morbido dal croato. Queste sono doti che non tutti gli attaccanti hanno, anche se giocano a livelli molto alti. E alla fine c’è da dire che tutti i numeri sono dalla parte dell’ex giocatore del Dnipro. 19 gol stagionali tra campionato ed Europa League, 7 gol in 10 partite nel 2017: come si può solo pensare di criticarlo (e purtroppo di commenti negativi ne abbiamo letti molti negli ultimi giorni)? Menomale anzi che a gennaio non sia andato via e speriamo (anche se la speranza probabilmente sarà vana) che non se ne vada in estate, perché Kalinic è sicuramente il miglior centravanti che la Fiorentina ha trovato nel nuovo millennio, Toni a parte.

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3 commenti

  1. non ci dimentichiamo di Gilardino

  2. Analisi condivisibile. Aggiungo: nn è un caso che il Croato abbia buttato dentro quella palla !
    Analizzando l’azione, quella palla aveva una caratteristica: era un filtrante per un giocatore che attacca lo spazio.
    Se si va a guardare la partita che meglio spiega le caratteristiche tecniche di Kalinic, bisogna andare a prendere Inter- Fiorentina di anno scorso. Un centravanti che attacca lo spazio, che per senso della posizione, nn ha rivali sui palloni profondi dove deve andare uno contro uno con il difensore centrale.

  3. Michele da Milano

    Sarà una meravigliosa plusvalenza

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