LA CULTURA DELLA CERTEZZA, ALTRO CHE DEL SOSPETTO

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La diatriba tra Sousa, Montella e che in seconda battuta riguardava anche un certo tipo di comunicazione, ha caratterizzato il dopogara di Fiorentina-Milan. Sousa ha accusato: “Certi episodi arbitrali hanno più rilevanza di altri a seconda delle squadre a cui succedono”. Montella ha replicato: “Sousa ha imparato alla svelta la cultura del sospetto”. Battuta brillante? Non proprio. Anche perché Montella sa benissimo a quello che si riferisce il tecnico della Fiorentina, per averlo vissuto anche in prima persona, e sa benissimo che Sousa in Italia c’è stato prima da calciatore, di Inter e Juventus, non certo di squadrette, e poi come allenatore e che quindi conosce bene la nostra realtà in tutte le sue sfaccettature.

E poi che certe squadre siano mediaticamente più protette rispetto ad altre non è certo cultura del sospetto, bensì cultura della certezza. In fondo il proprietario di Mediaset non è ancora il propritario del Milan (in attesa che arrivino bonifici veri e non falsi)? E a chi si rivolgono i principali quotidiani sportivi e le televisioni più importanti? Ai tifosi di quali squadre? C’è bisogno di rispondere a queste domande?

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13 commenti

  1. I marchigiani che strillano molto ma contano poco o nulla nel Palazzo non sono certo una garanzia di imparzialità per noi. A forza di parlare di fair play (finanziario soprattutto) ci stanno considerando come una realtà da mettere sotto i piedi quando vogliono. Il favoritismo di domenica è stato a partita scaduta (una espulsione di Tomovic chi avrebbe fatto più bene che male vista la consistenza tecnica del giocatore) mentre in area rossonera sono successe cose turche. Ormai siamo rassegnati, non tanto ai torti arbitrali, ma a questa soporifera società. Tifosi addormenatti i assuefatti la domenica vanno al cinema anzichè vederci relegati a centroclassifica. Leccavalle hanno avuto il loro auspicato destini, Che siano felici!

  2. l’ informazione è in mano ai potenti (lo è sempre stata), quindi perché scandalizzarsi se la usano a proprio vantaggio? piuttosto dovremmo essere noi a far si che questa non sia più credibile. come? per esempio, per chi ne ha la competenza, far si che si parli a livello nazionale, anche dei torti subiti dalle piccole e medio-piccole (e ce ne sarebbe da dire…) per esempio fondando un sito “unico” che faccia sentire la voce anche di tutti i tifosi di tali società. tutti insieme, invece di fare una guerra tra poveri. ricordate che chi comanda tende sempre a far dividere la gente in modo da agire il più tranquillamente possibile (mi verrebbe un motto, ma…). vi immaginate, per esempio, se il lunedì mattina le più lette testate di fiorentina, genoa, toro, samp, verona ecc ecc avessero la possibilità di dire la loro. la cosa, quantomeno, darebbe fastidio alle famose potenti.nel contempo, noi “fruitori”, nel nostro piccolo, potremmo smettere di dare soldi a chi, mediaticamente, ci maltratta. iniziamo a levargli i soldi degli abbonati di queste squadre e poi si vede…

  3. Povero uomo eppure quando ci scipparono la CL era il nostro allenatore.

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