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LA FIESOLE HA RISPETTATO IL PATTO. PRESTO POTREBBE PARLARE DIEGO DELLA VALLE. IL RINNOVO DI CORVINO UN SEGNALE CHIARO

La Fiesole ha rispettato il patto: adesso la Fiorentina, o meglio la squadra, il resto in secondo piano. Nonostante il ko di Milano e nonostante il brutto primo tempo contro la Sampdoria. Pesano gli zero punti in due partite e l’idea, ormai abbastanza comune è che questa sarà una stagione di sofferenza. Ma nonostante tutto la linea della Curva non è cambiata. Dopo la pesante e chiara contestazione delle settimane scorse si è deciso di ricominciare in modo diverso, mettendo da parte il malumore verso la proprietà: che rimarrà, anzi per certi versi rischia addirittura di acuirsi.

Uno striscione chiaro, un forte applauso a Simeone e compagni al termine del primo tempo, nonostante il passivo di due reti e poi, a fine gara, nessun fischio, nessun coro. Anche perché senza i Della Valle in tribuna, poco senso avrebbe pensare solo a loro che della Fiorentina, in questo momento, hanno deciso di fare a meno, delegando tutto ai manager, come se il calcio funzionasse come una qualsiasi azienda. Non è così, ma d’altronde se non lo hanno capito dopo quindici anni di proprietà difficilmente lo capiranno adesso.

Ma il fiorentino è strano, particolare, sa distinguere. Non ama fare di tutta una erba un fascio. E allora, a questa squadra, è stato deciso di dare fiducia. Anche se, dal punto di vista tecnico, difficilmente entusiasmerà, difficilmente sorprenderà. Così come al suo allenatore, uno che ha già vestito il viola, uno che ha qualche bonus da spendere prima di essere criticato. Certo, anche per lui arriverà presto il momento del giudizio, ma non adesso, non all’inizio di una nuova avventura dove ha dovuto gestire una vera e propria emergenza, o rivoluzione come la chiama qualcuno. Una squadra completamente nuova, un ritiro di Moena praticamente inutile, uno stadio dove un tifoso su quattro ha deciso di non entrare più.

I Della Valle, intanto, continuano sulla propria linea: assenza, nessuna dichiarazione. Anche se qualcuno mormora che presto torneranno a parlare e lo farà Diego Della Valle in persona. Forse, addirittura, a Firenze dove potrebbe convocare un vero e proprio faccia a faccia mediatico con la città. Vedremo se accadrà, in un momento dove anche le elezioni politiche si avvicinano e dove molti scenari potrebbero cambiare. Intanto Firenze e la sua curva hanno accettato la sfida: invisibili. Loro per la Fiorentina, la Fiorentina per loro. Invisibili, come i fantasmi ma non come la classifica. Che per due settimane vedrà la squadra viola all’ultimo posto, con la trasferta di Verona che attende i gigliati alla ripresa. Una gara già da dentro o fuori, nonostante il clima ‘apparentemente’ tranquillo. Non vincere al Bentegodi potrebbe aprire scenari davvero delicati.

Infine una chiosa sul rinnovo contrattuale a Corvino. Non giudichiamo il lavoro svolto, lo faremo più avanti, perché anche per lui non è stato un mercato semplice e non sarebbe giusto giudicarlo, come ama fare qualcuno, dopo soli centottanta minuti giocati. Ma il segnale dato è chiaro: rinnovandogli il contratto, abbiamo capito chiaramente che la priorità era vendere, e vendere possibilmente bene, concetto rispettato dal direttore. Questo era l’importante…per loro. Non per i tifosi, ma questo è un’altro discorso.

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72 commenti

  1. Per I’m bored,
    Tu dici bene e condivido.
    Non ho la più pallida idea di chi possa acquistare la Società e questo sinceramente m’inquieta. Per questo esprimo un augurio, niente di più. Ti dico pure che i Della Valle rappresentavano, per me, il meglio che il paese Italia
    potesse offrire. Ti assicuro che mai ho creduto (per una serie di motivazioni ovvie) che con questa proprietà si potessero raggiungere traguardi ancora migliori di quelli raggiunti, così come non avrei mai immaginato di dovere trattare questi argomenti, figli della delusione e della frustrazione. Ma noi siamo quella parte dell’universo viola che non si potrà vendere, che non si stancherà mai di amare e di sostenere la squadra e che non si tirerà mai fuori dai giochi. Se ci sarå da soffrire soffriremo, se ci sarà da gioire sapremo anche piangere di gioia. Non abbandoniamoci alla depressione. Troviamo piuttosto la forza di sperare e di credere in un futuro più sereno che potrà esser tale anche in funzione del rapporto che la nuova proprietà sarà in grado di instaurare con la tifoseria che più sarà unita più potrà far sentire la sua voce all’unisono. Rammento come Rossella O’Hara protagonista nel film “Via col vento” conclude: “Dopotutto domani è un altro giorno” e questo vale per tutti.
    FV

  2. Francesco cla . Leggo il tuo disgusto e lo condivido. Leggo anche che speri in soluzioni più o meno esotiche ma ahimè molto improbabili. E poi se fossero cosa ti fa credere che anteporranno il mero interesse per il businness ai desideri dei depressi ( io lo sono molto) tifosi Viola ? Saranno meglio dei Marchigiani ?? Me la vedo brutta molto brutta.

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