La Gazzetta dello Sport: Tre città per Bernardeschi

La sfida tra Fiorentina ed Inter trova spazio su La Gazzetta dello Sport. A pagina 8 leggiamo: “Bernardeschi, serata speciale. Se va, sfida Inter-Chelsea“. Sommario: “Tre opzioni per il gioiellino: restare alla Fiorentina un altro anno o scegliere tra Milano e Londra”. Di spalla invece c’è Sousa che dice: “La verità a fine torneo Ora testa al campo”. In taglio basso la curiosità: “Vietato pareggiare non capita da cinque anni”. In effetti il pareggio stasera non serve proprio a nessuno.

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3 commenti

  1. Berna deve decidere presto.
    Se ha intenzione di andare dove ci sono palcoscenici più attraenti e soprattutto uno stipendio da favola è comprensibile.

    L’importante è fare una scelta rapida che consenta alla Fiorentina di programmare il suo futuro.

    Arrivassero 60/70 milioni dalla cessione di Berna ci puoi rifondare la squadra con vari giocatori di livello!

  2. L’importante è che Bernardeschi decida presto, ci comunichi cosa vuol fare e lo faccia. A me questa storia che i soldi non contano e vuole conoscere i programmi della società, e il tipo di squadra che si andrà ad attrezzare, mi pare una gran c…..a a cui solo i bocchi possono credere. Lui vuole conoscere il topo fi squadra, quindi già si dequalifica da solo, perché se lui vuole una squadra forte, vuol dire che non si ritiene così forte da poter cambiare le sorti di una squadra. Ci dica la verità, cioè che queste offerte da altre squadre gli fanno molta gola, come i soldi del cartellino fanno gola alla società, spiegatemi cosa hanno vinto a Liverpool, all’Arsenal al Tottenham all’Inter negli ultimi anni? Rispondo io. NIENTE!! Perché andare in una grande società non è sinonimo di vittoria, però prendi tanti SOLDI!! Ora tutto questo è legittimo ma non ci racconti che gli asini volano. Io almeno non ci credo. Ad majora e SFV.

  3. Milano Londra Firenze: tre grandi città ognuna con le proprie peculiarità. Bernardeschi ed i suoi agenti devono riflettere bene. Tanti negli ultimi anni hanno scelto di andare via con il beneplacito della società ma tanti di questi hanno trovato molte difficoltà. Il calcio purtroppo è sempre più in mano a procuratori e società di consulenza attratti dal gran movimento di soldi ai quali manca un po’ di lungimiranza. dovrebbero considerare che il giocattolo va avanti finche i tifosi si identificano nelle proprie squadre e nei loro beniamini cioè quella parte meno misurabile che potremmo chiamare passione. Forse dovremmo imparare qualcosa dagli americani e dagli anglosassoni dove c’è sicuramente un gran giro di denaro ma anche regole sportive più eque che salvaguardano appunto quella parolina di cui parlavo

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