La legge del profeta in patria che ha allontanato Spalletti

Da diversi anni, anche se un po’ meno durante la permanenza di Montella, la fantasia dei tifosi ha sempre portato ad immaginare Luciano Spalletti sulla panchina viola. Vuoi per gli ottimi risultati conseguiti con Udinese, Roma e Zenit, vuoi soprattutto per la provenienza del tecnico, da sempre professatosi tifoso della Fiorentina. Invece un nulla di fatto anche in questa occasione, con una motivazione che va anche aldilà di quella squisitamente economica: la fiorentinità di Spalletti. Quasi che la Fiorentina temesse la classica legge del profeta in patria, oltre magari alle eccessive pretese sul mercato del tecnico di Certaldo.

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12 commenti

  1. si vabbè, ora che una squadra di serie a stia dietro a ste cazzate nella scelta dell’allenatore è ridicolo, spalletti vuole soldi e rosa competitiva, cosa che i della valle non hanno interesse a fare

  2. I della valle voglio la botte piena e la moglie briaca. E’ vero che non vince sempre la squadra che spende di più…. ma dio santo, QUALCOSINA ALMENO VA SPESA!!
    Prima la gente si accorgera’ del gioco che stanno facendo i fratelli della valle e prima riusciremo a fare il salto di qualita’ con loro (rivoluzione del tifo) o senza di loro con altri imprenditori e non ditemi che non ci sono perche’ non ci credo, i cinesi vanno a milano gli americani a roma gli sceicchi a mancester e non potrebbe sta gente venire a firenze?? Dai non diciamo idiozie.

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