La nuova frecciata di Sousa: “Io alleno questa squadra, ma non è mia”

Separato in casa, ma con una squadra che comunque lo sta ancora seguendo. Paulo Sousa sta vivendo una situazione davvero paradossale all’interno della Fiorentina e non passa settimana in cui non faccia di tutto per farlo capire. L’ultima frecciata arriva direttamente da Genova, dove il tecnico viola ha detto rispondendo ad una domanda di un giornalista: “La squadra non è mia, la alleno io ma non è mia, e tu lo sai bene” . La frase incriminata viene riportata stamani da La Nazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

33 commenti

  1. Io ho l’impressione che Sousa abbia fatto enormi sbagli e se ne sia accorto che probabilmente una decina di punti li abbiamo persi proprio per le sue sue scellerate decisioni.Ora che si e’ accorto che alla societa’ non interessa piu’ e non gli rinnovera’ il contratto tira fuori tutte queste scuse perche’ di scuse si tratta invece di ammettere i suoi errori prassi comune comunque di persone presuntuose e che sanno tutto loro.Affermare non e’ la mia squadra dimostra proprio questo.Se fosse una persona onesta si sarebbe gia dimesso,nessuno gli ha puntato la pistola alla tempia per farlo rimanere

  2. Lungi da me dire quale allenatore sia migliore o peggiore … intendevo dire che pioli l Inter l ha trovata così con i pregi e i difetti … e non sta a lagnarsi ad ogni partita.

    Ripeto . Squadre con organici inferiori al nostro stanno davanti a noi ( altre volte siamo arrivati noi davanti a squadre più forti) …l allenatore dovrebbe prima di tutto allenare e cercare di creare gli stimoli giusti … non demotivativare … Se non gli piace il suo lavoro doveva dimettersi. Invece sia lui che lamentino Montella sputano nel piatto dove mangiano o mangiavano… un allenatore che viene a fare il proprio lavoro no?

  3. Secondo me il problema non e’ di chi sia la fiorentina .. o dei DV o dell’allenatore ..il problema che sta venendo fuori e’ l’incapacità di una societa’ di gestire una squadra di calcio per farla vincere ..gestendola invece solo e soltanto per riceverne dei profitti o perlomeno per non rimetterci dal piano economico ..Perche’ una societa’ che vuol fare bene prende un allenatore e lo rende partecipe del mercato , chiede quali possano essere i giocatori a lui adattti per il modulo di gioco che intende adottare ,chiede all’allenatore se determinati giocatori possano essere ceduti in primis e se ritengono che la plusvalenza che essi portano fosse irrinunciabile chiedono all’allenatore quale e’ il giocatore adatto per rimpiazzarlo utilizzando quella plusvalenza per il bene della squadra …Nel momento in cui vengono a mancare queste basi gia si parte male e si capisce subito che non ci possono essere i pressupposti per ottenere dei successi … E’ vero che l’allenatore puo rifiutare di allenare una squadra dove lui non c’ha messo bocca e idee ma e’ anche vero che il compito dell’allenatore come quello di qualsiasi lavoratore dipendente e’ quello di fare al meglio delle prprie possibilità , con il massimo dell’impegno e del profesionismo, quello che gli chiede chi lo stipendia … Deve essere il datore di lavoro a cacciare il lavoratore se non fa bene il suo lavoro E SE VEDE CHE OIL SUO OPERATO ne DANNEGGIA il profitto finale .. IO credo che siccome Sousa e ben accettato da tutti i giocatori , e siccome la società non lo ha mai licenziato e ha dimostrato di essere quindi contenta del suo operato , L’INCOMPETENZA STA SOLO DALLA PARTE DELLA SOCIETA’ CHE NON HA SAPUTO FAR FRONTE A QUELLE CHE SONO LE BASI DI TUTTI I SUCCESSI IN OGNI AMBITO LAVORATIVO … LA STRETTA COLLABORAZIONE TRA TUTTI…UNA SOCIETA CHE NON MANDA VIA UN ALLENATORE RIBELLE SIGNIFICA CHE O CHE SI E’ ACCORTA CHE NONOSTANTE LA SUA RIBELLIONE OTTIENE IL MASSIMO UGUALMENTE O ( MOLTO PEGGIO ) significa che non gli interessa niente del risultato ma gli interessa solo il lato economico ( non si possono pagare due allenatori)

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*