La parabola di un (quasi) campione

Vecino Tottenham

E’ davvero incredibile la parabola di Matias Vecino: da giocatore mandato a destra e a manca a fare esperienza a titolare fisso nella Fiorentina. Ma le buone notizie non finiscono qui, perché Matias si è preso anche la Nazionale uruguaiana e venerdì è arrivato anche l’esordio, per giunta in una sfida speciale come quella contro il Brasile. Novanta minuti di quantità e qualità, come ormai abbiamo imparato a conoscerlo con la maglia viola addosso: nessuna emozione, solo qualche minuto per trovare la posizione giusta nel mezzo del campo. Ne ha fatta di strada il numero otto gigliato: dal piccolo pueblo di San Jacinto a Firenze, con un passaggio intermedio ma decisivo ad Empoli, dove Sarri l’ha forgiato e poi ha passato l’estate a cercare di portarselo a Napoli. Niente da fare, Paulo Sousa ha fatto capire di credere molto nel volante uruguaiano e poi l’ha dimostrato con i fatti. 24 partite in campionato e 7 in Europa League, titolare inamovibile nel centrocampo viola e fedele compagno di reparto di Badelj: insieme hanno formato una coppia davanti alla difesa formidabile e i due sembrano completarsi insieme. Vecino abbina quantità e qualità in un modo davvero pregevole: non eccelle in niente, ma è tremendamente bravo in tutto. E a confermarlo è stata la prima chiamata in Nazionale, un premio per il percorso intrapreso. E chissà che gioia giocare accanto agli idoli Cavani e Suarez. Le prestazione di Matias hanno attirato l’attenzione di numerosi club, ma quello più interessato è il Napoli allenato dal suo Maestro Sarri: i partenopei ci hanno provato sia in estate che a gennaio, ma la risposta dei viola è stata sempre la stessa. E in estate è pronto un nuovo assalto da parte dei partenopei. Perché Vecino è diventato un calciatore di caratura internazionale e non sarà facile tenerlo a Firenze.

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