LA PROPRIETA’ – L’eterno conflitto tra sogni di gloria e una realtà buona ma non vincente

E’ l’ultimo capitolo sulla Fiorentina, forse anche quello più spinoso, anche perché si parla di chi ha le leve del comando. Quando ci occupiamo di proprietà, è bene specificarlo, in larga parte si fa riferimento a Diego Della Valle, perché volenti o nolenti, le decisioni che contano veramente passano da lui. Escludere Andrea Della Valle a priori sarebbe però un errore, perché la sua parola è comunque importante e poi perché la stragrande maggioranza delle volte che sentiamo uno dei fratelli parlare è proprio lui (Diego fa pochi riferimenti pubblici alla Fiorentina).

Fatta questa premessa e fatto un sunto di tutte le decisioni prese negli ultimi anni e tutte le loro dichiarazioni, ci troviamo davanti a personaggi conflittuali, non tanto perché battaglieri o sul piede di guerra tra loro e con gli altri, bensì perché sospesi tra sogni di gloria e una realtà che è buona, perché ormai la Fiorentina è da tempo la quarta forza del campionato, ma che non riesce proprio ad essere vincente. Quattordici anni di proprietà della squadra, un’eternità per come eravamo abituati, ma nemmeno un trofeo, neanche piccolo, piccolo. Alla fine questo è un numero che pesa, è inutile nascondercelo, sul giudizio su di loro.

Quest’anno poi è successo quello che tutti sappiamo: la squadra, per una serie di combinazioni positive, si è ritrovata ad essere addirittura in testa alla classifica e comunque in lotta per un posto Champions e con un mercato, quello invernale, che poteva dare ulteriore slancio e forza al gruppo di Sousa. E invece…quello che è successo lo sappiamo tutti. La compagine viola è sempre quarta a cinque punti dal terzo posto, ma l’abbrivio non è dei migliori. L’attenzione ai conti, un lessico di un certo tipo, hanno allontanato una parte della tifoseria dagli imprenditori marchigiani.

Intanto c’è il capitolo Stadio sempre aperto. Un’altra bella telenovela, che ha il suo principio nel 2008 e che prosegue tra notizie positive e negative, indiscrezioni più o meno buone, ma senza ancora l’annuncio tanto atteso. Nardella e gli stessi Della Valle cercano investitori per far partire questo grandioso progetto, intanto c’è tempo fino alla fine dell’anno per presentare il progetto definitivo. E chissà quante altre notizie, più o meno buone dovremo sorbirci in questo frattempo.

 

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7 commenti

  1. Quella di Gomez che pigliava un ingaggio mostruoso è una bufala da ADV, mezzo ingaggio lo pagava il suo sponsor, che aveva bisogno di farlo giocare per fargli fare il mondiale. Su Pepito, parlare di sfortuna è pretestuoso, è stata una scommessa su un giocatore falcidiato dagli infortuni. Se prendi un giocatore sano e si rompe, è jella, se pigli uno con i precedenti di Rossi, pagando poco il cartellino per tale motivo, e tisi rompe, è incauto acquisto. Di follie economiche, questi, sono anni che nn ne fanno. Nn è nemmeno questione di Fair play finanziario, semplicemente nn vogliono. Legittimo, ma altrettanto legittimo ritenere che una ricca proprietà che nn spende, è inutile come un surgerlatore al polo

  2. Cmq se la FIORENTINA incasssa meno rispetto a INTER,MILAN,JUVETUS,NAPOLI,ROMA LAZIO non si può dare le colpe alla proprietà. Al di lò dei sogni c’è la realtò che purtroppo noi non possiamo competere con chi spende 90 milioni minimo per vincere ci vuole fortuna e DV ha provato a fare il salto di qualitò GOMEZ stipendio da 5 milioni e PEPITO ROSSI se non hanno mai reso perchè infortunati la colpa è alla sfortuna. DV stanno portando avanti il progetto Nuovo Stadio per questo si sono messi una città intera perchè fare cose troppo ambiziose sempre viene SABOTATO O BLOCCATO. Firenze nel rinascimento lo facevano perchè avevano ambizione… ora si pensa o si ha paura a farlo.

  3. Dire che Firenze è una città marginale è semplicemente una fesseria che fa molto ridere. I sondaggi di carattere turistico, indicano Firenze come metà più ambita rispetto a Venezia e Roma. Solo il “provincialismo” e l’invidia italica, possono ignorare questo dato. Certo, la città è stata amministrata da personaggi dediti più alla letargia , che alla valorizzazione dell’ombelico del mondo. La Fiorentina, intesa come figlia di cotanta città, ha la jella di trovare “amministratori” ancora più passivi dei politici. Chì si arrende ad un futuro “da piccola e povera città” come ebbe a dire quell’emerito Chietino di Marchionne, è come chi accetta prospettive piatte e anonime per la Fiorentina: un provinciale !

  4. La società è guidata da imprenditori che al numero primo mettono il bilancio, equilibrio tra costi e ricavi. La dimensione voluta dai Della Valle è questa, ovvero E.L. per avere visibilità senza svenarsi. I Della Valle con il giglio di Firenze e la Viola hanno un mezzo di esposizione mediatica notevole il cui costo non deve superare certi limiti. Prendere o lasciare. Quindi noi tifosi abbandoniamo i sogni di gloria e godiamo di quello che passa il convento…che non è poco a paragone della altre “medie” italiane. Fiorentini in tutto primi diceva Curzio Malaparte…però al di fuori del calcio!

  5. supercannabilover

    Paragone non propio esatto Franko.. Firenze ha un ruolo marginale solo in Italia, all’estero è una delle città più rinomate, come se parli della regione Toscana … e se chiedi della lombardia o del lazio non sanno nemmeno da che parte di mondo stanno. Della Fiorentina invece si ricordano solo di Batistuta.. ma solo quelli con qualche capello bianco e appassionati di calcio.

  6. Se fosse vero quel dice Del Corona, ma io non la penso come Lui, mi vien da pensare che i Della Valle abbiano commesso un’ errore, quello di adattarsi alla mentalità di Firenze e dei fiorentini. La storia ci dice che Firenze, pur avendo le potenzialità sia economiche che intellettuali per farlo, è sempre rimasta, nel panorama nazionale, per colpa della sua presuntuosa indole conflittuale, una città marginale, una provinciale.

  7. Michele da Milano

    Assassini di sogni altro che conflitto. Vogliono un Fiorentina mediocre per poter risparmiare sui costi di gestione

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