La RAI furiosa con i cinesi per la Supercoppa: “Non accadrà più”

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A dispetto di quanto suggerito da Susanna Tamaro nel suo “Va’ dove ti porta il cuore”, il calcio italiano va invece dove lo portano, logicamente, i soldi. Per questo da anni va in scena la farsa di un trofeo disputato tutto fuorché in Italia: si passa dagli Stati Uniti al Qatar e soprattutto alla Cina, terra capace di tutto, tranne che nel creare un movimento calcistico di alto livello. E da qui l’incapacità mostrata ieri nel fornire un prodotto all’altezza di una Supercoppa Italia: dal campo in pessime condizioni, che il capo della UVS (la società locale che organizzava la manifestazione, compresa la gestione delle riprese) Wang Hui che ha vietato l’ingresso in campo agli agronomi e giardinieri italiani, appositamente giunti a Shanghai per sistemare il terreno di gioco. Fino alle “pittoresche” riprese della gara, totalmente inadeguate all’evento. La RAI, che delle riprese non si occupava quindi, non ha potuto far altro che scusandosi tramite il direttore di Rai Sport Carlo Paris, con una poco malcelata stizza: “Abbiamo scelto una linea chiara, chiedere scusa ai telespettatori, facendo capire che la Rai non c’entra nulla”.

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