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La storia di un grande rancore

Ripreso dal sito JN24.it riportiamo un articolo che riassume la storia del grande rancore tra Fiorentina e Juventus che si è venuto a creare negli ultimi trent’anni circa, a partire dallo scudetto ‘rubato’ del 1981/82 fino ad arrivare ad episodi più recenti.

Cosa vuol dire Juventus-Fiorentina? Permettetemi la frase fatta: “Juventus-Fiorentina non è solo una partita di pallone” ma un evento di rilevanza sociologica: la squadra più tifata e  detestata di sempre, contro la squadra coralmente più simpatica. Non dura 90 minuti, ma 32 anni: più di una grande guerra, più di qualsiasi profondo rancore; 32 anni di odio e attese che impiombano cuore e pallone.

Corre l’anno 1982,  domenica 16 maggio, il giorno in cui le due squadre, appaiate da sole in cima alla classifica con 44 punti, si affrontano idealmente, a 650 km di distanza, nell’ultima, decisiva, giornata di Campionato: la Juventus  gioca a Catanzaro, la Fiorentina a Cagliari. Ad azionare la rotativa della storia sarà (manco a dirlo) un arbitro , Maurizio Mattei da Macerata, che in Cagliari-Fiorentina annulla un gol regolare al Viola, Graziani.
“Il gol di Graziani l’era bono!” urla ancora la memoria sportiva di Firenze, anche perché in Calabria, quel 16 maggio dell’82, la Juventus vincerà 1-0 grazie al rigore del vecchio Brady.

Ho visto Boniperti mangiare noccioline in tribuna, sembrava un mafioso americano“ dirà Zeffirelli al termine del match. Ferite rimarginate? La risposta la lascio all’allora presidente Gigliato Ranieri Pontello che, a dieci anni di distanza dal “fattaccio”, racconta così la storia di un casuale incontro:“Era la prima volta che lo vedevo dal tristissimo pomeriggio di Cagliari nel 1982 quando all’ultima giornata ci annullò un gol regolare per presunto fallo di Daniel Bertoni a un difensore sardo. Quel gol ci costò lo scudetto tra mille polemiche a vantaggio della Juve. Ebbene, mi avvicinai a lui e gli chiesi: Mi riconosce? Sono Ranieri Pontello. Lui si alzò, mi abbracciò e scoppiò in lacrime. Non so dire perchè pianse, ma posso immaginarlo”. Realtà o fantasia? Juventus-Fiorentina è anche questo.

18 maggio 1990: tutta Firenze è ammaliata dallo sventolio di un codino (sì ,quel Codino) che, dopo aver brillato per cinque stagioni sotto la Fiesole, decide di trasferirsi a Torino, sponda Juve.
Roberto Baggio, il campione più coccolato e amato nella storia di Firenze, fa le valigie. Il risultato è una rivolta popolare senza precedenti: scontri in città, 80 fermi e 9 arresti, non bastano a placare l’ira e il rancore dei Fiorentini che, il 7 Aprile 1991, inondano di urla e fischi il Franchi per vedere la prima del “Divin’ Traditor”.  Il match non verrà ricordato per il risultato (un 1-0 senza fantasia) ma per il rigore che Baggio si rifiutò di tirare sul punteggio di 1-0 per i Viola; dal dischetto andrà invece De Agostini che, ignaro precursore di Sliding Doors, sbagliò.

Negli anni successivi con la maglia della Juve, Baggio, vincerà uno scudetto, una Coppa Italia ed una Coppa Uefa; verrà inoltre premiato con il “Pallone d’oro” nel 1993 e col premio “FIFA World Player” nel 1994 divenendo, a tutti gli effetti, una leggenda del Calcio Italiano.

Un figlio adottivo di Firenze cresciuto e fattosi uomo con il  nemico. “Mi ricordo ancora la scena – dirà lo storico procuratore sportivo Antonio Caliendo  quando Baggio passò dalla Fiorentina alla Juventus, in conferenza stampa, davanti ai giornalisti gli misero al collo la sciarpa bianconera e lui la gettò via. Fu un gesto imbarazzante. Io dissi che il ragazzo andava compreso: era come se avessero strappato un figlio alla madre. Ammetto che, quella volta, rimasi molto colpito anch’io”. 

Mattei e Baggio sono solo due dei protagonisti di questa eterna sfida che, nel corso degli anni, è passata di piede in piede tra i vari Gianluca Vialli e Alessandro Del PieroGiorgio Chiellini e Giuseppe Rossi, senza mai fermarsi. Ecco cos’è dunque Juventus-Fiorentina, una partita di calcio sì, ma senza triplice fischio.

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21 commenti

  1. SOPHIAAAA..e sono io si….ho smaltito il….”DOLORE”!!!!!!

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