L’ALLENATORE – Tra ambizione e contrasti: un dejavù accelerato

Paulo Sousa in primo piano. Foto: Activa Foto.

Tra i tanti difetti che proprietà e dirigenza viola possono avere, gli va dato atto di avere però un certo fiuto per gli allenatori; prima Prandelli, poi Montella e infine Sousa (con la parentesi infelice di Mihajlovic, comunque riscattatosi successivamente): tre tecnici in grado di far rendere al massimo, e anche di più, le rose a disposizione. E’ un fiuto che però produce anche l’altro lato della medaglia, poiché la bravura dei tecnici comporta inevitabilmente ambizioni di crescita e di vittoria ed è qui che storicamente si è sempre arrivati allo scontro. Con Paulo Sousa l’iter sembra poter essere lo stesso e questa stagione, dal punto di vista umorale, ha già forse messo in scena un dejà vu accelerato, sviluppatosi in pochi mesi, che lascia qualche dubbio sulla sua permanenza in viola.

COSA VA – Certamente il rapporto con la città e con la squadra, difesa strenuamente e spesso descritta con grande orgoglio da un allenatore che assume veramente le sembianze di un fratello maggiore. Non a caso, almeno fino a metà gennaio, il suo gruppo ha reso a livelli entusiasmanti e inaspettati, tanto da alzare l’asticella degli obiettivi stagionali, grazie ad un gioco più frizzante e spensierato rispetto al recente passato. I modi di fare educati e coinvolgenti gli hanno subito staccato di dosso l’etichetta di “ex juventino”, per cui ad oggi Sousa ha gran parte dei consensi dell’ambiente.

COSA NON VA – Innegabile purtroppo qualche contrasto, più o meno vociferato ma facilmente intuibile, con i vertici societari: nel mirino naturalmente il mercato di gennaio, anche se già in estate, ad esempio, c’erano stati screzi dopo la cessione di Savic e l’arrivo di Suarez. Un elemento, la cui entità potrebbe portare ad un’accelerazione nella rottura definitiva dei rapporti, dopo appena un anno. Sul fronte del campo si registra poi anche un evidente calo della squadra: fisicamente e mentalmente i suoi sembrano aver mollato un po’ le redini e qualche responsabilità forse è anche del tecnico.

PROSPETTIVE – Innegabile che quanto si prova dentro possa poi rispecchiarsi sul nostro lavoro e in tal senso l’ambizione, scarsamente condivisa dalla società, potrebbe aver prodotto in Sousa un po’ di scoramento, trasmesso magari involontariamente alla squadra. Apparsa svuotata nelle ultime uscite. Il portoghese è però tecnico itinerante ed alla ricerca della vittoria, molto poco aziendalista e non è escluso che il culmine di questi dissidi possa essere la separazione dopo appena un anno. Sarà tutta questione di obiettivi: se Sousa e la Fiorentina riusciranno a riavvicinarne le rispettive traiettorie un futuro insieme sarà ancora possibile.

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