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L’anno stravolto di Chiesa: due esordi agli antipodi

Quando nel luglio del 2016 Paulo Sousa lo convocò per il ritiro di Moena, Federico Chiesa era reduce da una stagione in Primavera, culminata dall’eliminazione ai piedi della Final Eight e dall’esclusione dai convocati per l’Europeo Under 19 (a cui aveva contributo forse anche la sua voglia di ritiro con la Fiorentina). L’esordio allo Juventus Stadium avvenne a “sorpresissima”, totalmente inatteso, benché il figlio di Enrico avesse partecipato alla tutta la fase pre-stagionale, e fu probabilmente l’unica nota di merito da attribuire al tecnico portoghese nella passata stagione. La crescita dell’esterno fu infatti impetuosa, soprattutto da dicembre in poi, arrivarono i gol e gli assist e quindi la convocazione in Under 21, da protagonista. Ad un anno circa dal debutto assoluto, Chiesa si prepara ad un altro esordio ma totalmente diverso: è il più atteso dalla sfida di oggi contro la Samp, vista l’assenza alla prima ma anche l’importanza assunta dalla sua figura nell’immaginario comune. In un anno da quasi sconosciuto a simbolo assoluto della Fiorentina, da oggi anche sul campo.

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