L’antidivo passionale

La corsa di Chiesa. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Non ha tatuaggi, non gli interessano macchine di lusso, è uno che si emoziona tantissimo ogni volta che arriva al campo da gioco. Questo è Federico Chiesa, un antidivo del calcio che in questa stagione ha esordito nientemeno allo Juventus Stadium quando doveva compiere ancora 19 anni e che poco tempo dopo ha dato la rete della vittoria alla sua Fiorentina in Europa League col Qarabag. Una vera e propria risorsa per il presente ed il futuro viola, insomma, con Sousa che lo ha designato il capitano del futuro. Un figlio d’arte morigerato come il padre, Enrico Chiesa, di cui sembra aver ereditato talento e movenze.

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3 commenti

  1. Certo che la Legge non aiuta a mantenersi libero da imbecillissimi e schifossissimi tatuaggi che dovrebbero essere solo sulla pelle dei cannibali selvaggi della Papuasia (tipo Robinson Crusue). Sarebbe bellissima una legge che sanzionasse pesantemente l’esposizione pubblica di qualsiasi tipo di tatuaggio; libertà di farseli, ma divieto di esporli. Purtroppo in Italia, anche i politici sono come Sousa: senza sfere riproduttive!

  2. Per ora. Più avanti si vedrà. Anche l’altro Federico si era presentato al grande pubblico come un ragazzo acqua e sapone, ma oggi è già uno che si è montato la testa.

  3. Se è così.questo ha la stoffa del campione xche x essere campione bisogna avere il cervello e questo ne ha da vendere.prevedo che farà molta strada.e poi noi tutti conosciamo il padre .campione e bomber esemplare e micidiale sotto porta.sfortunatissimo x quel grosso incidente che gli ha rovinato la carriera

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