Le due regole dettate da Sousa e la sacralità del gruppo

Fondamentale il rispetto dell’equilibrio perché è stato costruito un gruppo che non ha eguali nella storia recente della Fiorentina. E se tutto si basa sul rispetto e sulla fiducia reciproca, le nuove regole introdotte da Sousa hanno contribuito a cambiare i rapporti, responsabilizzando i giocatori: ritiri casalinghi aboliti, ritiri per le esterne in gran parte accorciati. Il senso di appartenenza non ha bisogno di custodi, secondo quanto scrive La Nazione. E per renderlo ancora più saldo, Sousa ha creato ambienti in cui nessuno – ma proprio nessuno – può accedere senza permesso. A meno che non faccia parte della squadra o del ristretto gruppo dello staff. Negli spogliatoi e durante i trasferimenti (pullman, treno) l’allenatore ha preteso e ottenuto una «bolla privata» per confrontarsi con i giocatori e gestire ogni confronto senza altre presenze. Stessa scelta utilizzata anche negli allenamenti più importanti, quelli in cui vengono provate nuove soluzioni tattiche: anche in questo caso tutti – ma proprio tutti – sono invitati a non presenziare. Sousa si agita molto ai bordi del campo e anche dopo le partite, ovviamente nel caso in cui la squadra faccia rientro verso Firenze, ha l’abitudine di parlare singolarmente con i giocatori per condividere riflessioni in base ad episodi avvenuti durante il match. Sempre senza altre orecchie nelle vicinanze. Perché il gruppo è sacro e a gennaio forse sarà difficile migliorarlo.

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4 commenti

  1. Aggiungo che Gonzalo potrebbe anche farlo nelle assenze di Pasqual, dato il suo scarso utilizzo

  2. Rispetto tutto di quanto Sosa ha portato nella Fiorentina, ma non condivido la scelta di affidare la fascia di capitano a Gonzalo; Pasqual è il giocatore più rappresentativo della società viola, sia per la durata della sua militanza nella squadra, sia per quanto concerne il suo comportamento morale, dentro e fuori dal campo, ma soprattutto è anche uomo immagine della società nei vari incontri di utilità sociale. Accetterei tale decisione se tutto fosse stato deciso all’ unanimità dai calciatori

  3. Bene. Ma tutto è migliorabile

  4. Michele da Milano

    Se c’è una cosa che colpisce è la forza di questo gruppo

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