Le rivincite di Pradè

Prade Barcellona

In estate sono piovute molte critiche sul mercato della Fiorentina: secondo gli addetti ai lavori il direttore sportivo viola Daniele Pradè non era riuscito ad assicurare al nuovo allenatore una squadra adatta e in città si cominciava già a mormorare la parola “ridimensionamento”. Gli addii di Savic, Salah, Mario Gomez, Pizarro, Aquilani e Joaquin non erano stati digeriti dalla piazza fiorentina che non riteneva adatti i sostituti dei partenti . Dopo quasi un terzo di campionato possiamo dire che Pradè si è preso una bella rivincita nei confronti degli scettici: nessuno si sarebbe immaginato un avvio di stagione così positivo, con la Fiorentina che in compagnia dell’Inter guarda tutti dall’alto in basso. Chi avrebbe mai pensato che Kalinic (di cui il merito per l’acquisto va diviso a metà tra lo stesso Pradè e Paulo Sousa) avesse un impatto del genere con il campionato italiano? O che Astori tornasse sui livelli di Cagliari, se non meglio? L’attaccante croato è stata un’autentica sorpresa ed in campionato è già a 7 gol, mentre l’ex Roma dopo una stagione piuttosto difficile è tornato quello di un tempo, anche se c’è già qualcuno che dice che questo sia il miglior Astori di sempre. E allora giù il cappello davanti alla Fiorentina prima in classifica e al lavoro svolto da Pradè, criticato ancor prima di vedere la squadra all’opera.

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12 commenti

  1. Pradè si è confermato un mago delle campagne acquisti low cost. Come a Roma, anche a Firenze il meglio lo da quando si trova a fare mercato in bolletta. Lui, insieme all’intero staff societario, si è liberato di ingaggi pesantissimi e di giocatori un po’ appagati ( Pizarro, Aquilani, Vargas, Basanta) improduttivi (Gomez) o irriconoscenti (Neto, Salah, Joaquin, Montella) per puntare su gente affamata, giovane e seria (Kalinic, Berna, Baba, Vecino, Alonso, Sousa) con risultati strabilianti. Bravo!

  2. Io ci andrei piano a chiamare rape i giocatori della Fiorentina. Chi parla così si vede che non ha mai giocato a calcio. Fare uno stop pressato dall’avversario oppure sbagliare pochissimi passaggi, non è roba da tutti, ci vuole una certa tecnica, cosa che non tutti hanno in dote.

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