L’emblema della crisi

Si è aperta ufficialmente la crisi in casa Fiorentina dopo la sconfitta nel derby toscano contro l’Empoli: nelle ultime sei partite i viola non hanno mai vinto, collezionando quattro pareggi e due sconfitte. L’emblema della crisi viola è Nikola Kalinic: splendido goleador e trascinatore dei gigliati nel girone d’andata, spento e abulico in quello di ritorno. La matematica non mente mai e anche in questo caso i numeri ci vengono in aiuto per analizzare il momento dell’ex Dnipro: nelle diciotto partite disputate nel girone d’andata (out solo contro il Frosinone) ha segnato dieci gol, mentre nel ritorno la miseria di un solo gol in dodici gare. I tiri sono diminuiti da trentatré a diciassette, quelli in porta addirittura da ventuno a tre. La media tocchi del croato è passata da ventinove a ventitré, a causa di una manovra non più fluida ma anche di un giocatore che fatica a smarcarsi, sintomo probabilmente di una condizione fisica non più molto brillante. Il Kalinic che ha fatto letteralmente ammattire le difese avversarie e che a San Siro ha siglato una storica tripletta è purtroppo un lontano ricordo, ma Sousa continua a dargli fiducia sperando in un ritorno di fiamma nel finale di stagione. E la Fiorentina ha dannatamente bisogno del suo bomber per risvegliare un attacco che nelle ultime sette partite ha segnato la miseria di quattro gol.

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