Leo Turrini a FN: “Per il nuovo stadio di Firenze non vorrei che si trattasse solo di chiacchere. La colpa non è comunque della società”

Leo Turrini, giornalista del QN e opinionista per calcio e motori di Sky Sport, nato a Sassuolo e tifoso della squadra neroverde prossima avversaria dei viola in campionato, parla a Fiorentinanews sfiorando alcune tematiche legate alla gestione della società viola:

 

Un calo prevedibile quello della Fiorentina visto ultimamente secondo lei?
“Quello dei viola era nella prima parte del campionato era uno degli stili di gioco più interessanti da osservare, e riguardo al calo attuale è difficile capire però se è un problema di organico o se ci sono state delle altre situazioni. Certo è che questa ultima fase la Fiorentina ha deluso molto. Per un lungo periodo della stagione pensavo che fosse lei la più autorevole candidata al terzo posto”.

Della Valle e Squinzi, due proprietà simili o diverse per il modo di lavorare? Il Sassuolo inoltre ha già il suo stadio di proprietà a differenza della Fiorentina…

“A mio modo di vedere sono troppo diverse le piazze in questione per fare un confronto anche tra le società. Firenze è una grande città e ha una cultura calcistica straordinaria anche soltanto per aver avuto dei grandissimi campioni durante la storia. Capisco quindi per chi lavora nel calcio a Firenze ci sia una pressione che a Sassuolo non esiste. A gennaio i neroverdi hanno vinto a Milano contro l’Inter, poi nelle sette partite successive non ha più ottenuto i tre punti. Qua però siamo 40.000 abitanti, e sei i giocatori stanno sette gare senza vincere girano tranquillamente per il centro senza che nessuno gli dica niente. Dal punto di vista della gestione delle emozioni del grande calcio qui è un paradiso. Qui il giocatore non corre il rischio di essere al centro del malumore popolare come nelle altre città, qua solo per il fatto di stare in Serie A e vedere il tuo nome sulle grandi reti internazionali è un patrimonio straordinario. Quindi forse il confronto tra le due proprietà non è molto corretto fare, perché ritengo che i Della Valle a Firenze avranno un rapporto con il pubblico e la tifoseria che è molto più caldo, e talvolta anche più polemico di quanto possa accadere a Sassuolo. Questo è anche dopotutto, dal punto di vista mentale e psicologico, il grande vantaggio che ha il Sassuolo rispetto agli altri club di Serie A, perché il significato della parola pressione non esiste. Lo stadio di proprietà fa la differenza, però qua la società ha sfruttato un’opportunità e fatto di necessità virtù. Essendo lo stadio troppo stadio piccolo anche per la Serie B e dopo aver giocato un po’ di tempo in affitto al Braglia di Modena, ma essendo finito lo stadio della Reggiana all’asta, la Mapei e il presidente Squinzi hanno capito che poteva essere un’occasione acquistarlo. Questo è stato un investimento sul quale puntano moltissimo, infatti la finale della Champions League femminile si giocherà al Mapei Stadium, che è il fiore all’occhiello della società. A Firenze, come anche a Roma, nove volte su dieci quando parli di stadi di proprietà dei club, ci sono sempre questioni amministrative, politiche e burocratiche che poi alla fine restano solo chiacchiere. Purtroppo è un argomento non solo di pertinenza delle società sportive. In Italia quando si parla di nuove infrastrutture è sempre così, si resta metà strada”.

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1 Commento

  1. Ha ragione, chi si illude che nel giromanzo di tre anni avremo uno stadio nuovo a Firenze ha visto un film, solo per la ricerca di un nuovo sito, variante urbanistica e costruzione della Mercati non bastano 5 anni. Poi c’è da tirare giù la vecchia e costruire nuovamente non basteranno 8 anni

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