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L’evoluzione di Neto: da punto debole a caposaldo della Fiorentina

NetoGrasshopperIl portiere della Fiorentina Norberto Neto si sta rivelando uno dei punti fermi della squadra di Montella. E pensare che esattamente un anno fa era l’oggetto di critica della maggior parte dei tifosi. La prima svolta si è verificata il 20 ottobre 2013, data molto importante per i tifosi viola, quando il portiere viola ha salvato due volte il risultato e non ha permesso alla Juventus di dilagare. Da lì in poi è iniziata la crescita del portiere, che è entrato maggiormente nel cuore dei tifosi durante la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Udinese, dove ha salvato la qualificazione dei viola con un doppio intervento miracoloso nei minuti di recupero. Questa è stata la svolta definitiva del giovane portiere che da quel momento ha trovato la giusta fiducia nei propri mezzi e ha cominciato a mostrare una sicurezza incredibile a dispetto della sua giovane età. In questo inizio di stagione Neto non ha fatto altro che migliorare, sentendo la fiducia di Montella e degli stessi tifosi nei suoi confronti, esibendosi in delle uscite, come quella di ieri sera, che ai più hanno ricordato quelle di Manuel Neuer, considerato oggi il miglior portiere del mondo. A questo punto, non resta che sperare nel rinnovo del contratto perché finalmente la Fiorentina, dai tempi di Frey, ha trovato un vero numero uno.

Foto: LF/Fiorentinanews.com

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2 commenti

  1. Neto è diventato un grande portiere. Ha acquisito anche sicurezza nelle uscite. La prossima tappa nella sua crescita è che diriga la sua difesa, come si deve.
    GRANDE NETO

  2. Viviano è stato un disastro anche x Neto, ne ha ritardato l’esplosione, se almeno dopo le più che mediocri prestazioni di Viviano e l’utilizzo di Neto voluto da Montella, gli si fosse concesso di fare quelle due papere e riprendersi invece di “obbligare” Montella a rimettere Viviano sarebbe stato meglio x tutti! Precisazione: le papere di Neto si vedevano che erano frutto di tensione, paura, insicurezza, quelle di Viviano erano strutturali, da vero portiere scarso quale è ma lui era “uno di noi”

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