L’obiettivo di Gonzalo: un grande match per confermare che la notte di Londra è stata solo una casualità

Foto: Subbiani/Fiorentinanews.com
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A Londra ha deluso e per molti è stato il peggiore in campo. Stiamo parlando, incredibilmente, di Gonzalo Rodriguez, il capitano e uno dei leader di questa Fiorentina che a Londra ha letteralmente toppato. Eccezion fatta per l’autogol, infatti, l’argentino ha dato l’impressione di non essere proprio in partita sbagliando qualche passaggio e intervento di troppo e non brillando in occasione dei gol subìti. Poco male, nella stagione di un difensore incappare in un partita-no ci sta ma quando si tratta di Gonzalo non può che fare notizia. Ecco dunque che il calendario gli mette di fronte una grande occasione per dimostrare che si è trattato solo di una casualità: a Firenze arriva il Napoli guidato dal bomber Higuain. Per Gonzalo e soci il compito sarà più che arduo ma una bella e convincente prova difensiva permetterebbe di scacciare i mugugni e dimostrare al mondo viola che sì, un difensore può incappare in una partita-no ma che no, non si è trattato di qualcosa di preoccupante.

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3 commenti

  1. Antonio da Papiano

    Gioca sempre perché non ci sono alternative e prima o poi una partita puoi anche sbagliarla. Il problema è avere notizie del mitico difensore preso nel mercato invernale. La famosa priorità che sembra afflitta da sciatalgia. Forse abbiamo capito le ragioni per cui Ranieri non lo faceva giocare…..

  2. Gonzalo, giovedì a parte, il suo lo fa e non è certo lui il problema. La squadra è in netto declino e contro il Napoli non ci sarò storia, chi dice diversamente è per fede cieca. Hanno tutto più di noi, dal portiere, al centravanti passando per le ali e mediani che sanno tirare in porta (Hamsik). Noi abbiamo Costa (poco) e un Badelj a mezzo servizio. Dietro la roccia Roncaglia-Tomovic che ci trascineremo dietro fino al termine (con tanti saluti al difensore di livello chiesto da Sousa). Finiremo sesti (il nostro posto) con l’amarezza del sogno che poteva essere e non è stato (come sempre) che comunque avrebbe necessitato tre o quattro innesti di livello. Sarà sempre così e vedere squadre come la Roma che ne infilano sei di fila o come il Milan che ci respira addosso ci fa capire che anche per quest’anno zero tituli. E 16 per la felicità dei tappetini viola.

  3. Ma in occasione del primo gol chi doveva marcare Manson? mica Gonzalo, non mi sembra giusto classificarlo fra i peggiori in campo e sull’autogol se non cercava lui un rimedio ci avrebbe pensato il giocatore del Totenham perché Tatarusanu non è uscito. Fiducia sia a Gonzalo che ad Astori sperando in una buona partita anche di Roncaglia. Forza Viola

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