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Ma un po’ di coerenza no?

La Fiorentina vista contro l’Inter è piaciuta, su questo non c’è il minimo dubbio. È piaciuta ai tifosi che ne hanno apprezzato lo spirito combattivo e la grinta. È piaciuta alla stampa. È piaciuta agli addetti ai lavori (un po’ meno l’Inter che ha dimostrato tutte le lacune che si porta dietro dall’inizio del campionato, Stramaccioni o non Stramaccioni). Però c’è una tendenza strana nel mondo del calcio: quella della contraddizione. E Firenze non fa eccezione, anzi. Così, se prima della partita contro i nerazzurri, c’era il timore di subire una scontata sconfitta in virtù delle numerose assenze (Amauri, Gamberini, Vargas oltre a Montolivo in dubbio), dopo il match quelle assenze si sono rivelate ‘essenziali’ ai fini del bel gioco espresso dalla Fiorentina in ogni reparto. La convinzione è stata in linea di massima una: tenendo fuori i ‘senatori’, è emerso il gruppo e quei giocatori che fino ad oggi avevano ‘fallito’ la stagione o erano stati chiamati poco in causa hanno mostrato tutte le loro qualità: da Camporese a Lazzari, fino al redivivo Kharja, autore di una buona prova. Discorso a parte per l’unico vero assente pesante del match: Stevan Jovetic. Col montenegrino in campo, probabilmente (anche se la controprova non c’è mai e, rigore fallito a parte, Ljajic è stato autore di una gara importante) la Fiorentina avrebbe perfino potuto strappare quella vittoria che meritava di portare a casa. Alla luce di tutto ciò, però, c’è qualcosa che non torna…

CAPITOLO MONTOLIVO. Delio Rossi contro l’Inter ha deciso di tenerlo fuori (c’è chi dice perché non fosse al top della forma, in realtà già domenica scorsa a Roma, se la partita fosse stata giocata, si mormora che il centrocampista si sarebbe accomodato in panchina). E già questo va in contrapposizione a tutto quello che il tecnico ha fino a ieri dichiarato: “Gioca Montolivo perché uno migliore di lui non ce l’ho”. E allora perché questo cambio di posizione repentino? Solo per una firma apposta sul contratto che lo lega al Milan? Se fosse così si cadrebbe addirittura nel ridicolo facendo della retorica inutile visto che sono mesi che il mondo Fiorentina conosce il destino e il futuro di Montolivo e una ‘semplice’ firma non può aver cambiato il giocatore. Allora viene da pensare che il giocatore non è più gradito al gruppo (società e tifosi lo avrebbero messo in tribuna molti mesi fa, ma sia Mihajlovic che Rossi si son ben guardati dal farlo). Ma sembra improbabile visto che fino a qualche giorno fa c’era la ferma convinzione che il Caravaggio fosse ancora riconosciuto come il vero capitano della squadra. C’è qualcosa che sfugge a tutti o forse, più semplicemente, siamo arrivati al momento in cui la Fiorentina sta pensando al suo futuro… senza il centrocampista della Nazionale. Resta il fatto che se fino a qualche tempo fa c’era chi dichiarava che la squadra senza Montolivo era difficoltà nel trovare i propri equilibri e come se non bastasse che la Fiorentina orfana del Caravaggio in poche occasioni era riuscita a vincere (magari solo fatalità), è un po’ contraddittorio oggi dichiarare che la Fiorentina gioca meglio senza Montolivo e che senza di lui Kharja e Lazzari riescono a mettere a disposizione di Rossi le loro qualità al meglio. Tutto merito (o causa) della vittoria si San Siro arrivata senza di lui? Solo il tecnico conosce la risposta su Monto. Ma la coerenza?

AMAURI SI, AMAURI NO. Dall’ex capitano al centravanti: la sensazione (che si avvicina più ad una certezza) è che la difesa dell’Inter, formata da giocatori fisicamente dotati e decisamente abili nel colpo di testa ma nello stesso tempo non certo fulmini di guerra in velocità, soffrisse molto di più una coppia di attaccanti come Ljajic e Cerci (meglio ancora sarebbe stato vedere all’opera Jovetic e Cerci, non ce ne voglia il giovane Ljajic che non deve essere messo però sul banco degli imputati per un calcio di rigore fallito) ovvero un duo agile, scattante, imprevedibile e soprattutto che non fornisse ai centrali nerazzurri punti di riferimento. Con Amauri in campo la Fiorentina avrebbe avuto certamente più peso là davanti ma, stando alle attuali condizioni dell’italo-brasiliano (molto lontano dal centravanti ammirato da avversario al Franchi), c’è la percezione che i lungagnoni della retroguardia dell’Inter non gli avrebbero fatto vedere palla forti delle loro (come detto) qualità fisiche. Sarebbe stato un punto di riferimento per l’attacco gigliato,  ma anche per la difesa dell’Inter che non avrebbe probabilmente trovato difficoltà ad arginarlo vista la sua attuale prevedibilità. Però prima del match tutti parlavano di assenza pesante. E dopo? E dopo ovviamente no, anche se come in ogni cosa, anche nel calcio servirebbe una controprova per affermare tutto e il contrario di tutto.

VARGAS E GAMBERINI. Ed eccoci arrivati agli ultimi due grandi assenti del match di domenica. La cosa più divertente e ironica che è scappata ai tifosi viola nel momento in cui hanno appreso la notizia del forfait del peruviano è stata: “Vargas non ci sarà? Perché, quando mai ha giocato quest’anno…”. L’assenza dell’esterno viola, in effetti, è stata quella che ha fatto meno clamore tra i sostenitori viola ma non tra giornali e televisioni che hanno continuato a sottolineare come sarebbe stato difficoltoso scendere in campo contro l’Inter senza la spinta di Vargas per poi (qualcuno) sostenere a fine gara che senza il peruviano il centrocampo viola ha funzionato meglio. Per quanto riguarda Gamberini, poi, il discorso è ancora più ‘divertente’: è una stagione intera che il popolo viola si lamenta delle sue prestazioni e che esorta l’impiego dei giovani. Prima della partita con l’Inter, però, si è parlato di ‘grande’ assenza per poi esaltare (giustamente) la prova del trio difensivo formato dall’esperto Natali e dai giovani Nastasic e Camporese (che avevano ben figurato in coppia anche a Milano contro il Milan). Allora non è stato poi un peso giocare senza il capitano?

La reale e cruda verità racconta (più semplicemente) di un calcio che si smentisce continuamente perché non essendo una scienza, niente si può calcolare. Vince sempre chi sbaglia meno, ma risulta sempre inaffidabile puntare il dito su qualcuno perché quel qualcuno (che può aver concluso il suo più o meno splendido ciclo in viola) può diventare l’arma in più nella partita successiva. Magari, però, un po’ più di coerenza non farebbe male a nessuno. Perché in molti si dimenticano quello che viene detto e scritto ma qualcuno più attento c’è e il rischio di fare brutte figure con continue contraddizioni esiste. Eccome se esiste. E in sintesi… queste assenze erano pesanti o no?

Foto: LF/Fiorentinanews.com

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22 commenti

  1. Ogni partita è storia a sè, quindi non ci può essere controprova se erano assenze pesanti o no. Premesso che Montolivo è infortunato (non c’è nemmeno a Roma), che Vargas non incide perchè avrà giocato si e no 10 partite (e male), che Camporese non ha fatto rimpiangere il Gamberini di ora, dico che parliamo tutti troppo e spesso trasportati dal cuore, dalla rabbia di vedere la nostra squadra in questa posizione di classfica. Allora, meno analisi, polemiche e polemicucce, mettiamo tutti il cuore oltre all’ostacolo e appoggiamo la squadra che si deve salvare. Chi gioca gioca, chi se ne frega, a me va bene Montolivo, Marchionni, Felipe, vanno bene tutti perchè a me interessa che la Fiorentina si salvi. Punto. Tutto il resto: chissene………………

  2. Caro Fabio come faceva la proprietà dopo Prandelli a cambiare tutta la squadra? Come minimo si parlava di smobilitazione, allora si è deciso di provare a tenere la squadra con la speranza che non avendo le coppe sarebbe stato tutto più facile. Scusa ma il Milan uscito dalle coppe mi sembra che sia cotto o lo stesso Napoli addirittura ha perso tre partite di fila cosa mai successa nell’era Mazzarri. Secondo te se la società sapeva il male chiaramente perchè ha aspettato 2 anni mezzo ad intervenire? Non è facile trovare il male o i colpevoli, ricordati che il calcio non è come la matematica che 2 x 2 fa 4 altrimenti tutti vincerebbero gli scudetti e le società non butterebbero via milioni e milioni di euro nelle campagne acquisti. Il Genoa ha speso più della Fiorentina eppure hanno 2 punti in meno di noi.

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