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Macìa: “Il giglio era nel mio destino. Tante nazionalità a Firenze, ma il calcio è un linguaggio universale ed il talento batte la tattica”

Il direttore tecnico della Fiorentina, Eduardo Macia, è stato intervistato da Marca ed ha parlato del suo passato in Spagna e non solo oltre che del suo presente a Firenze: “Il simbolo della Fiorentina è il giglio, che è anche l’emblema del paese dei miei nonni. Nel calcio italiano come in quello spagnolo non abbiamo margine di errore, occorre lavorare con la fantasia, vista la crisi, che invece non c’è nel calcio inglese. L’Italia ultimamente non è più una priorità nella carriera dei grandi giocatori ed in questo senso è molto significativo che Mario Gomez abbia scelto un progetto come il nostro, specie a chi ha appena vinto tutto col Bayern Monaco. A livello dirigenziale siamo una squadra composta da Daniele Pradè, Sandro Mencucci e Mario Cognigni, dove nessuna decisione viene presa senza un comune accordo. Sono finiti i tempi del modello unico di gestione. Fiorentina squadra spagnola? A Firenze ci sono 17 diverse nazionalità, ma il calcio è un linguaggio universale. Montella è riuscito nell’intento di creare un collettivo talentuoso e vincente, senza tatticismi esasperati, le partite non sono gare di sacchi. Il talento conta più della tattica nella Fiorentina”.

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