Questo sito contribuisce alla audience di

Macia: “Sono sordo dalla nascita, ma questo è stato il mio punto di forza. Comproprietà dannose, esistono solo in Italia e i prestiti sono controproducenti”

Nella sua intervista a La Repubblica, il direttore tecnico della Fiorentina, Eduardo Macia parla del suo handicap: “Sono sordo al 60% dalla nascita. Ho bisogno di leggere il labiale. Non mi sono mai abbattuto, anzi mi ha aiutato: ad essere più concentrato, a farmi capire, a non perdere i dettagli. È la migliore risposta a chi vuol prendere in giro i diversi”. Ma lancia i suoi strali anche sul calcio italiano: “In Italia si coltiva quello che si è stati e non si lavora mai a quello che si sarà. E poi c’è la comproprietà, non prevista all’estero. E’ dannosa: i calciatori non la amano. Non dà identità, appartieni un po’ a una società, un po’ a un’altra e magari giochi in una terza. Così non si vede il progetto, solo la casualità”. Macia non vede di buon occhio anche il prestito: “Per i giovani non è indicato, per la società è controproducente. Mi spiego: cresci un giocatore con un progetto, ma nel club non c’è spazio, allora lo dai in prestito a una società minore, che magari gioca in modo opposto alla tua, che te lo rovina e te lo svaluta. Meglio girarlo con un accordo preciso: partite da giocare e ruolo. Guardate David Silva, in prestito sì, poi titolare a 20 anni nel Valencia e ceduto al Manchester City per 38 milioni di euro“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA