Maran, tra crescita “sotterranea” e la falsa monetina di Firenze

Pallone Invernale

Il nome di Rolando Maran girava in ottica viola già l’anno scorso, quando c’era da sostituire Montella: il nome però non stuzzicava granché la società gigliata, che poi optò per Paulo Sousa. La storia di Maran però racconta di una crescita costante ma lontana dai riflettori, con la risalita dalla B dove ha allenato Triestina, Brescia e Varese e lo sbarco nella massima serie: quattro anni fa la pesante eredità proprio di Montella a Catania ed il record di punti strabattuto. Dopo un secondo anno sfortunato e durato appena otto partite, ecco l’arrivo al Chievo con due salvezze tranquille e quest’anno anche l’Europa guardata piuttosto da vicino (-5 dal Milan). Di lui a Firenze ricordiamo in particolare un episodio curioso: prima giornata del campionato 2013/14, il suo Catania perse al “Franchi” per 2-1 ma nell’intervallo alcune immagini inquadrarono un oggetto avvicinarsi alla testa di Maran. Da ambienti milanesi fu rilanciata la versione di una monetina… peccato che da altre immagini comparvero delle ali, il che riportò alla realtà ed al semplice volo di una falena.

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3 commenti

  1. Sarebbe ora di vedere un allenatore serio e maturo,non egocentrico e responsabile.Al di la di quello che si può dire sulla società,mi sarei stancato di tutte queste prime donne che pensano di essere i nuovi Guardiola.

  2. Concordo con Nicola.
    Sarebbe bllo vedere finalmente un allenatore che ha fatto un buon lavoro andare su una panchina importante.
    E’ assurdo vedere questi ex calciatori che solo grazie al nome finiscono subito ad allenare in serie A, per poi raccogliere poco o nulla.

  3. Sarebbe ora di vedere un allenatore che ha fatto gavetta e fatto bene in tutte le squadre invece che ex giocatori fighetti.

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