MENO IMPETO DI UN GUARDALINEE, LA ‘GHIGNA DI UN PULCINO BAGNATO: CHIAMASI INVOLUZIONE

Tello in azione contro la Roma. Foto: Luca Fanfani/Fiorentinanews.com

Per 86 volte è sceso in campo con la maglia del Barcellona, compagno di squadra di Messi, il top. Ci sarebbero anche 36 presenze col Porto, altra squadra di alto livello. Dati che stridono in modo impressionante con la realtà viola di Cristian Tello. Giocatore che col passare delle partite diventa ogni volta più trasparente. In campo pare l’uomo invisibile. Le fasi della partita si susseguono senza che lui alzi, metaforicamente, un sopracciglio. Trotterella sulla fascia con meno impeto del guardalinee. Affronta gli avversari con la ghigna del pulcino bagnato. Il pallone fra i piedi, pure capaci di tocchi di classe (se gli highlights non sono fotomontaggi), gli brucia e lo dà via al compagno più vicino, possibilmente indietro. Anzi, quasi esclusivamente indietro. Prendiamo la partita contro il Qarabag. Tello ha fatto in tutta la partita 21 passaggi (Olivera sulla fascia opposta 32, Bernardeschi, giocando solo un’ora, 27). Lo score, ricavato da Violachannel, offre questo spaccato: 5 passaggi indietro a Tomovic; 2 indietro a Sanchez; 5 indietro, due laterali e 2 in avanti a Cristoforo; 1 in avanti a Babacar; 2 laterali a Zarate; 2 indietro a Vecino. I numeri sono aridi, non spiegano, non giustificano, non possono essere l’unico dato da considerare. Ci sono giocatori che in un’intera partita toccano due palloni e fanno tre gol. Tutto vero. Però restano numeri che fanno riflettere sull’involuzione di un giocatore che Sousa e la Fiorentina hanno corteggiato e conquistato con caparbietà. La scorsa stagione il problema di Tello era soprattutto la continuità. Si accendeva coma un bengala per alcuni minuti, illuminando la partita, poi lunghi periodi di buio. Oggi quel problema non esiste più. La continuità è acquisita. Il buio aleggia sul suo gioco per l’intero svolgersi del match. Eppure ieri sembrava la gara ideale per uno con le sue caratteristiche. Avversari scarsi, spazi allargati dopo l’espulsione, possibilità ripetute di puntare il marcatore diretto, lasciandolo sul posto. Quando Tello apre la manetta del gas sembra una moto di superbike, lascia la sgommata, pardon, la tacchettata sul terreno, schizza via come una molla, imprendibile anche per i difensori più abili ed esperti. Ma lui, anziché fare l’impennata e involarsi verso il fondo per crossare o verso la porta per tirare (magari ci scappa pure il gol), gioca col freno tirato. Remissivo, svagato, svogliato, pavido, incolore, sciapo.

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12 commenti

  1. Vero che Tello non sta facendo bene ma non si può considerare il ruolo che è costretto a ricoprire. Prendiamo Sanchez; messo centrale difensivo, contro il Milan manca poco non ci faceva perdere la partita. Colpa di Sanchez? Più no che si. Tello non ha mai giocato a tutta fascia, non ha la gambata per quel ruolo secondo me, e neanche la capacità difensiva. In quel ruolo, deve stare inoltre attento a lanciarsi in dribling perché se perde palla, la squadra sarebbe scoperta (ed ecco perché non rischia mai). Se vogliamo sfruttare Tello si deve passare ad un 4-3-3. Il terzino destro (bloccato) lo fa Tomovic, e a sinistra Milic o Maxi. é imbarazzante giocarsi Tello in questo modo; pur non essendo un fenomeno, è un giocatore importante per la Serie A

  2. Io trovo questo accanimento eccessivo. Tello è molto discontinuo, questo sì.
    Ma fornisce almeno un assist a partita (quando si fa gol).

    Deve essere SOUSA a farlo reagire con le parole giuste, e magari mettendolo più in concorrenza con gli altri o tentando di spostarlo da un’altra parte.

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