Mondonico: “Basta parlare di sorpresa e divertimento, bisogna tirare fuori le p**** per puntare lo scudetto. Quando Diego mi chiamò infuriato in Serie B…”

Mondonico

Tifoso della Fiorentina ma anche ex allenatore viola, Emiliano Mondonico a Radio Blu fa il punto sulla stagione viola: “Ci siamo anche noi, poi è chiaro che la differenza non esiste. Solo la Juve ha fatto una serie incredibile di risultati ma per il resto siamo lì a giocarcela, poi può darsi che la Fiorentina vinca lo scudetto o che gli altri siano più bravi e fortunati di noi. Smettiamola di parlare di divertimento, bisogna sudare e lottare, il divertimento lo lasciamo alle giostre ma adesso ci stiamo giocando lo scudetto. Bisogna avere la forza e la cattiveria di una squadra che lotta per vincere qualcosa. E se adesso questa squadre si può potenziare bene, aumentano le chance per lottare. Non parliamo di sorpresa, è da inizio campionato che si dice che in questo campionato sarebbe potuto succedere di tutto. Il difficile viene adesso, bisogna dimostrare di avere le p***e per vincere lo scudetto. Quando retrocessi con la Cremonese mi applaudivano in tutti gli stadi d’Italia, ero contento per i complimenti degli altri. Solo alla fine ho capito che lo facevano perché vincevano sempre gli altri. E’ da lì che ho cominciato a pensare che forse era meglio fare risultato che non ricevere complimenti. Una squadra che mi fa paura è la Juventus perché più degli altri è abituata a vincere. Ora assumiamoci le nostre responsabilità e giochiamoci le nostre carte. Quanto incideranno i Della Valle? Quando andammo in Serie A, mi ricordo che prima della penultima partita mi chiamò Diego Della Valle e mi brontolò perché sosteneva che avessimo giocato per il pari, adducendo al fatto che la Fiorentina avrebbe dovuto giocare solo per vincere. Io ero stupito e ci fu anche una piccola discussione. Questo per dire che già allora i Della Valle avevano questa voglia di vincere, che poi magari si è tranquillizzata negli anni. Bernardeschi? Quando lo vedo muoversi mi sembra di sognare e di essere tornato indietro di 40 anni, quando giocavo contro Johann Cruijff. Se siamo secondi in classifica è anche merito suo o di Kalinic che è esploso tutto insieme. Rossi? Pepito guarito sarebbe non la ciliegina sulla torta ma sarebbe un’altra torta. Il fatto che finora non abbia giocato mi ha creato molti dubbi sulla sua condizione fisica, non so perché non venga impiegato in questo momento. Ma conoscendo la sua forza interiore non penso che sia un problema tecnico-tattico”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA