Moriero a FN: “Sousa maniaco dell’alimentazione e dei particolari. Questa Fiorentina sembra che sia sua da diversi anni”

Compagno di squadra di Paulo Sousa ai tempi dell’Inter, per un paio di stagioni, Francesco Moriero ha avuto modo di apprezzarne da vicino le doti umane e tecniche quando ancora la carriera da allenatore era solo un futuro lontano per l’uomo che siede sulla panchina viola. Fiorentinanews.com ha contattato l’ex ala destra di Inter e Roma per parlare del tecnico del momento in Serie A.

Che ricordo ha del Sousa calciatore?
“Da calciatore un ottimo ricordo, abbiamo diviso la camera all’Inter. Era un ragazzo intelligente, grande professionista, molto serio, poi ha intrapreso questa carriera in panchina. Sta dimostrando il suo valore e non è facile in Italia ma lui si sta imponendo facendo giocare bene la squadra, avendola creata a sua immagine e somiglianza. Pratica un gioco offensivo, fatto anche di molto possesso palla. Sono contento per lui, se lo merita”.

Se lo immaginava da allenatore?
“Aveva molto carisma, dettava i tempi in campo, dando consigli a tutti. Poi il calcio è fatto di fortuna, le insidie sono sempre dietro l’angolo, però lui sta dimostrando di saperci fare e poterci stare, è sicuramente uno degli allenatori più interessanti del momento”.

Si parla molto della capacità comunicativa di Sousa, era già abile a parole a quei tempi?
“C’è da dire che era molto più facile parlare con i compagni nello spogliatoio o cercare di far muovere la squadra in campo come lui pensava. Quando alleni 30 persone la comunicazione è importante, cercare di far capire ai giornalisti e alla gente come vuol giocare. È molto schietto, tecnico, disciplinato, mi piace molto e si fa capire da tutti. Da quello che so è anche un maniaco dell’alimentazione, dei particolari, non mi sorprende conoscendolo di persona”.

E l’impatto sul mondo Fiorentina? Era ipotizzabile?
“L’impatto qui da noi non è facile per nessuno, invece lui ha dimostrato di sapersi adattare ad un calcio molto tattico come il nostro. La sua squadra è come se l’avesse già da 2-3 anni, fa un buon calcio, segue i suoi dettami. L’impatto non è mai facile, c’è poca qualità magari ora, rispetto a quando giocavamo noi, però è diventato molto più tattico e poi devi confrontarti con tutte squadre importanti, ma non avevo dubbi sulla sua riuscita. Il problema dell’impatto l’ha risolto con disinvoltura, ha conquistato prima la gente di Firenze con la sua simpatia e il modo di fare e poi anche la squadra”.

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11 commenti

  1. Una sola parola : UOMO!

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