“Nell’inferno d’acqua la mia gara più dura e noi giocatori scaricavamo i medicinali dai tir” Firenze alluvionata e il ricordo di De Sisti

4 novembre 1966: è questa una delle date più tristi della storia di Firenze. Domani ricorreranno 50 anni dall’alluvione che mise in ginocchio la città. Ne parla su La Gazzetta dello Sport il ‘cervello’ della Fiorentina di allora, Picchio De Sisti che spiega: “Ricordo – racconta – di aver visto dal vivo una delle immagini che è stata il simbolo dell’alluvione e cioè una macchina infilata dentro un bar di piazza del Duomo. Io e gli altri giocatori diamo una mano scaricando dai camion che arrivano da tutta Italia medicinali e materiale di prima necessità. È il nostro modo di dire alla città: “Ci siamo anche noi ad aiutare”. Allenarsi è difficile. Il campo ci sarebbe, lo stadio Militare, ma la testa è altrove. Il dolore si tocca con mano. Ti travolge, come l’Arno. La Federazione rinvia la partita in programma. Noi torniamo in campo il 13 novembre a Foggia. Avremmo vinto anche contro una squadra di undici mostri perché volevamo regalare un sorriso ai fiorentini. Finisce 2-1 e, incredibile a dirsi, segno il gol della vittoria. Io che non segnavo neppure a porta vuota”.

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4 commenti

  1. Grande Picchio!
    Oggi ste signorinette nn lo farebbero sennó gli si rovinerebbe il ciuffo o il tatuaggino
    Che esempio mediocre sono i calciatori..

  2. Picchio , Picchio , Picchio , Picchio , Picchio , Picchiooooooooi

  3. Grazie grande Picchio!!!

  4. lucabilly1963, da Atene, Grecia

    Grandissimo Picchio, grandissimi i fiorentini di quell’epoca come il sindaco Bargellini. Abbiamo insegnato al mondo come reagire con calma e dedizione ad una tragedia immane e l’aiuto dimostratoci dal mondo e` il segno piu’ tangibile dell’eredita` profonda che la nostra Firenze si trascina dietro. Indelebile. Viva Fiorenza

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